Un one-man show più che una conferenza stampa quello di Rocco Commisso. Il patron viola ci ha abituati in pochi mesi a perle di rara bellezza ed oggi ha dato il meglio di sé.
Commisso ha parlato del lavoro della Fiorentina.
“Joe Barone e Daniele Pradè, con Vincenzo Montella, stanno facendo un grande lavoro. Ho chiesto alla squadra di lavorare duro e dare il massimo, poi si può anche perdere”.
Sugli abbonamenti, invece, Commisso ha detto:
“Siamo arrivati già a 24mila abbonamenti e l’obiettivo è arrivare a oltre 25mila fra due settimane”.
Il patron viola non si è sbilanciato troppo sul futuro.
“Voglio fare qualcosa di importante ma senza fare promesse: un passo alla volta, poi vedremo cosa succederà in campo”.
Commisso ha poi ribadito i suoi interessi e i suoi progetti.
“Non ho acquistato la Fiorentina per hobby o per business, ma per passione e senso di responsabilità nei confronti dei tifosi. Non sono qui per portare soldi a New York, voglio investire e vincere. Ma non sarei qui senza il ruolo importante rappresentato da questi tifosi. Ora voglio incontrare la squadra femminile e le giovanili. Il progetto sportivo e lo stadio? E’ un peccato che in Italia non si possano fare le cose rapidamente”.
Su Chiesa ribadisce di aver confermato le promesse.
“La conferma di Chiesa una promessa mantenuta? Sì è vero. Lo avevo promesso ad un ragazzino dell’ospedale Meyer e l’ho fatto”.
Sul tema caldo, Franck Ribery:
“Ribery? Ho aperto la cassa, e la stanno usando. Ho incontrato Boateng, Ribery, e la moglie di Frank. Anche io sono qua grazie a mia moglie. La città ha fatto il resto, è bellissima. Non ve ne rendete conto, forse, perché ci vivete. Ma per chi sta fuori, si innamora subito. Ho visto Ribery. E’ una leggenda, quello che ha fatto lui non lo ha fatto nessuno qui in Italia, a parte Cristiano Ronaldo e qualche altro giocatore della Juventus. Questi fanno affari e non mi dicono niente più. Porterò più soldi del passato, ma ci vuole tempo con le regole del Financial Fair Play”.
Ultime parole sui tifosi.
“La Fiorentina è di tutti. Dei tifosi prima che di Rocco. Gente che tifa per i viola da 50 anni, il mio lavoro è dargli affetto come loro lo hanno dato a me”.
