Gabriele Gravina fa un bilancio dei suoi primi mesi da presidente della Federcalcio, in una lunga intervista rilasciata alla rivista “L’Arbitro”, che sarà in distribuzione da domani e che ha diffuso l’Aia. Il numero uno della Federazione spiega: “Dopo un periodo piuttosto lungo di forti lacerazioni e di assenza di coinvolgimento a tutti i livelli, si sentiva forte un bisogno di unità, di partecipazione, di riforme e di entusiasmo. Sono queste le condizioni su cui si è coagulato un amplissimo consenso sulla mia persona e allo stesso tempo sono questi gli obiettivi che ispirano la mia presidenza“. Sulle riforme dichiara: “Gli ambiti su cui stiamo agendo sono diversi e trasversali, le riforme si attuano con grande senso di responsabilità. Il coinvolgimento delle componenti federali grazie al quale abbiamo modificato il format della Serie B portandolo a 20 squadre, è un esempio virtuoso in questo senso. E’ il Consiglio Federale, dove sono rappresentati tutti, il luogo deputato alla discussione e al varo dei provvedimenti riformatori. Abbiamo già fatto cose importanti che avranno una ricaduta positiva in termini di certezza delle regole e sostenibilità del sistema, a partire dalla prossima stagione sportiva. Mi riferisco alle Licenze Nazionali e al Codice dei controlli, approvati con sei mesi d’anticipo rispetto al passato, nei quali ci sono importanti novità per rendere il nostro calcio un luogo più giusto e più credibile. Ma una delle cose di cui vado più orgoglioso è l’impianto delle norme per contrastare la violenza sugli arbitri, cui hanno concorso con grande senso di responsabilità, oltre all’Aia ovviamente, anche le altre componenti“.
E a proposito dell’inasprimento delle pene per chi ha comportamenti violenti nei confronti degli arbitri, Gravina spiega: “Non possiamo prescindere dall’investire ancora di più in progetti educativi, è un problema culturale che va combattuto alla fonte. La repressione è sicuramente un aspetto importante perchè agisce come forte disincentivo ma non basta. E’ per questo che stiamo lavorando con il Settore Giovanile e Scolastico per entrare nelle scuole con ancora maggiore convinzione. Lo scorso dicembre, incontrando il Comitato Nazionale dell’Aia, Gravina ha parlato di “modello arbitrale valido e da importare in Figc“. “Facevo riferimento – spiega – alla partecipazione, allo spirito di appartenenza, alla dedizione alla causa e alla capacità di fare squadra del mondo arbitrale, tutte qualità che esaltano la dimensione dello stare insieme, che rappresenta il valore aggiunto di chi opera all’interno dello sport“. Sull’autonomia organizzativa e finanziaria chiesta dall’Aia, Gravina dice: “L’autonomia, intesa come valorizzazione dell’attività organizzativa e gestionale, già esiste. Nell’attuale momento storico, grazie alla disponibilità e alla condivisione di idee e progetti di interesse generale, c’è anche una grande sintonia che stiamo rafforzando giorno dopo giorno e che va oltre la semplice formalizzazione di alcune procedure”.