Diego Forlan è stato uno degli attaccanti più prolifici e influenti per l’Uruguay negli ultimi anni. Intervistato da “La Gazzetta dello Sport” Forlan ha detto la sua sull’imminente sfida tra Barcellona e Inter, nella quale si troveranno di fronte due uruguayani come Suarez e Godin.
«Mi aspetto una sfida bellissima. Suarez è un goleador, a volte sembra che non sia nella partita, ma dal nulla, e anche se non ha una squadra che lo aiuta, può creare problemi, fare la differenza. Di fronte avrà un signor difensore, veloce, ottimo di testa in difesa e in attacco. E con un’esperienza infinita. Sono due leader. Diego è “capitano” dentro, lo sarà nei fatti anche all’Inter. Ma anche Luis, per status gerarchico ed esperienza, ormai lo è»».
Sull’adattamento di Godin al calcio italiano, Forlan non ha dubbi.
«Ovviamente sì. Ha già giocato molte volte in carriera con quel modulo. E da voi le squadre sono più chiuse: la cosa lo può aiutare ancora di più. Può fare anche meglio che in Spagna».
Suarez non ha segnato tanto nelle ultime due edizioni della Champions, ma Forlan avvisa l’Inter.
«Lui può determinare una partita anche senza fare gol, con un assist o in mille altri modi».
Anche il Barcellona non ha vissuto un inizio di stagione facile.
«L’Inter si è rinforzata bene in estate e l’inizio di A è stato impressionante. Sono curioso. Però è sempre il Barça in casa, non puoi scommetterci contro. E spero che Messi giochi.».
Meglio Lukaku-Lautaro o Lukaku-Sanchez?
«Quale che sia la coppia d’attacco, li vedo bene. Sono forti e hanno un grande allenatore».
I ricordi di Forlan da interista.
«Non trovai il club nel suo miglior momento, e mi infortunai come mai in carriera. Un peccato, ma diedi il massimo. E ho ottimi ricordi di società e tifosi».
Forlan è ancora in contatto con gli ex compagni.
«Sono in contatto con Pupi, Cambiasso, Milito e ogni tanto con Samuel. I sudamericani…».
Ora Forlan ha smesso col calcio giocato e studia da allenatore.
«Non ho stili o modelli di gioco preferiti. Dovrò adattarmi a squadra e uomini che avrò».