Inter-Udinese, parla Guidolin: dal retroscena su Asamoah alla coppia Sanchez-Lukaku fino ad Handanovic

L'ex allenatore dell'Udinese, Francesco Guidolin, ha parlato della sfida in programma sabato sera tra i friuliani e l'Inter

Alexis Sanchez torna a giocare in Serie A dopo più di 8 anni. La Gazzetta dello Sport ha parlato del cileno, e non solo, con chi lo conosce bene, Francesco Guidolin. L’allenatore veneto lo ha allenato nella sua miglior stagione nel nostro campionato e insieme a Sanchez c’erano Asamoah e Handanovic.

«Non mi stupisce che siano in un grande club e che abbiano fatto una splendida carriera. Io avevo una grandissima squadra, molto giovane: partimmo male, con 4 sconfitte, poi abbiamo preso il volo. E fatto risultati in trasferta enormi, che pochi hanno ripetuto. Non erano maturi ed esperti come adesso, ma la qualità era assoluta, parlando di loro tre. Sarà bello salutarli sabato: sarò a San Siro, commenterò la partita per Dazn. La cosa fondamentale è il ruolo: può giocare esterno in un 4-3-3, può fare la prima punta, ma il suo posto è quello di trequartista. Quando cambiammo il modulo piazzandolo dietro a Di Natale nel 3-5-1-1 diventò devastante. Svariava su tutto il fronte, giocavamo senza punti di riferimento. È ottimo anche in fase di non possesso. Non so cosa sia successo Manchester. Ma nei primi anni all’Arsenal ho rivisto il giocatore che voleva diventare il più forte al mondo. Ci è andato abbastanza vicino. E’ sempre stato umile, sicuramente i soldi e il successo non lo hanno cambiato. Sempre solare e disponibile, non smetteva mai di allenarsi, bisognava fermarlo».

Secondo Guidolin, la coppia con Lukaku sarà devastante.

«Alla grande: con Di Natale giocava sempre palla a terra e triangolazioni veloci, Lukaku sa dialogare ma ha anche potenza fisica. Se tutti e due rendono al massimo sono la coppia meglio assortita e più pericolosa del campionato».

Un retroscena sul cambio di ruolo di Asamoah.

«Con noi giocava mezzala, ma già allora si era allenato a fare l’esterno. In fascia giocava Armero che non tornava mai. E a lui toccava fare il centrocampista e anche andare a tappare i buchi che lasciava Pablo. Lo abbiamo preparato».

Handanovic è cresciuto ed è diventato un leader.

«Samir me lo ricordo piuttosto taciturno, però determinato. Guidava già a 25 anni tutta la difesa. E a livello tecnico è migliorato di anno in anno: è fra i più forti al mondo. L’essere diventato capitano è testimonianza di una maturazione di un giocatore intelligente».

Qualche parola anche su Conte, incontrato in Premier League ai tempi dello Swansea.

«Lui ha saputo vincere, ma la cosa davvero straordinaria è stata accorgersi presto che quel Chelsea non poteva giocare come aveva iniziato. In quella gara con noi difendeva a 4, mentre noi eravamo a 3: finì 2-2. Dopo un paio di partite ha fatto una mossa da grande stratega, ha rivoluzionato il sistema col 3-4-2-1 e ha avuto la forza di convincere i giocatori. Ci ha creduto e ha trionfato».

Anche Guidolin è tra quelli che vedono ridotto il gap con la Juventus.

«I bianconeri partono sempre favoriti, ma l’impressione è che l’Inter sia un po’ più vicina. Sono cambiati entrambi gli allenatori, ma ce n’erano due bravissimi e sono arrivati due bravissimi. Un certo nucleo della Juve ha un altro anno in più. E l’organico interista può migliorare i risultati già buoni dello scorso anno: Spalletti aveva fatto un gran lavoro».

Una battuta anche sull’Udinese.

«Squadra solida, fisica. Giusto dare fiducia a Tudor che aveva fatto bene nel finale. Mi auguro che quest’anno viva una classifica più serena».

Infine, uno sguardo al futuro.

«Le offerte non mancano, ma serve qualcosa di stimolante».