E’ stato Federico Bernardeschi l’ospite della nuova puntata de “A casa con la Juve”. Il trequartista bianconero si è raccontato tra Coronavirus, sogni e qualche gustoso aneddoto che come sempre non è mancato. “Sto molto bene, anche se come tutti un po’ sofferente. Questa situazione ci ha portato lontani da quello che facevamo ogni giorno. Stare a casa è giusto e bisogna farlo. Cerchiamo di stare con le nostre famiglie e di goderci i momenti insieme a loro”. Poi Bernardeschi spiega la sua quarantena: “Un po’ di allenamento fa bene sicuramente perché ti aiuta a non pensare, più ti alleni e più lo vuoi fare. Ascolto i Reh Hot Chilli Peppers e gli AC/DC“.
Poi spazio a qualche aneddoto sulla sua vita: “Quando ho pianto di gioia? Per la nascita di mia figlia. Non ne parlo spesso, ma è un’emozione talmente grande che faccio fatica a esprimerla. Ancora oggi ancora mi viene quasi da commuovermi. Quando ho sentito il suo pianto per la prima volta mi si è aperto tutto il cuore. E’ stata l’emozione più forte della mia vita, mi è scattato subito un senso di protezione. E ogni giorno che sto con lei è così”.
Nessun dubbio sulla partita rimastagli nel cuore: “Sicuramente il ritorno contro l’Atletico Madrid. Sentivo tutto lo stadio che mi cantava ‘Dai Fede’, poi è finita con la vittoria per 3-0 e passaggio del turno“. Alla domanda con quale campione della storia juventina avrebbe voluto giocare, Bernardeschi ha citato tre fuoriclasse: “Con Boniperti, Roberto Baggio e Zidane“.
Gustoso aneddoto, infine, riguardo ad uno dei suoi passatempi preferiti, fare gli scherzi: “Avevo una casa con delle vetrate che davano su un giardino. Stavamo vedendo un film horror, faccio finta di andare in bagno e vado in cucina a prendere un coltello e vestirmi tutto di nero. Ho cominciato a bussare al vetro col coltello e in casa sono impazziti tutti“.
