Fabio Paratici, ds della Juventus, ripercorre nel corso di un incontro all’Università di Piacenza, la storia delle più importanti trattative di mercato bianconere: “Pirlo era in scadenza con il Milan, parlammo con il suo agente senza credere più di tanto che si potesse chiudere… ed è venuta fuori una grande operazione.Tevez acquisto entusiasmante. Vidal? Ricordo che vedemmo Arturo per la prima volta in un Bayer Leverusen-Villarreal. Lo scoprimmo per caso, perchè eravamo lì per osservare Giuseppe Rossi… e ci innamorammo subito di Arturo”.
Anche un accenno sullo scambio Guarìn-Vucinic, saltato all’ultimo minuto: “Ci sono state complicazioni alla fine della trattativa. Mi è spiaciuto molto per Mirko, un giocatore sempre importante per noi”.
Parole di elogio per Pogba e Del Piero, presente, passato e futuro della Juventus:
“Paul avrà un grande futuro, specialmente per la testa che ha oltre che per il giocatore che è. Del Piero è’ un pezzo della storia della Juventus e rimarrà sempre tale. Alex è stato molto importante per la Juve, come la Juve lo è stata per lui. Un rapporto fantastico”.
Sul metodo di lavoro, che in questi anni ha portato numerosi colpi di mercato ed una rinascita dalle ceneri, letteralmente impetuosa Paratici dice: Prima di comprare un giocatore, preferisco vederlo a cena con la sua famiglia piuttosto che magari vederlo tre volte in più in campo. Nel comprare c’è sempre l’adrenalina che accompagna il lavoro, come è stato nel caso di Carlos. Nella cessione invece, una volta portata a termine, c’è più soddisfazione lavorativa. Resta più difficile saper vendere che saper comprare, soprattutto in questi anni. Lavorare alla Juventus, in questo ambiente, è qualcosa di fantastico: una società prestigiosa, quotata in borsa”.