Intervista esclusiva di CalcioWeb a Vincenzo Chiarenza, ex calciatore ed ex allenatore della Juventus Primavera con cui ha vinto un campionato, 2 Coppe Italia, 2 Supercoppe e ben due Tornei di Viareggio.
Mister, il calcio italiano sta attraversando un periodo di crisi, la risoluzione del problema potrebbe essere quella di affidarci ai giovani. Quant’è difficile lavorare con i ragazzi delle giovanili e perchè è così raro che questi vengano lanciati in prima squadra?
“La crisi del calcio italiano è sotto gli occhi di tutti. In campionati come quello spagnolo o quello tedesco se un giovane è bravo viene subito lanciato in prima squadra. Allenare i ragazzi delle giovanili è difficile perchè ci vuole un bagaglio tecnico elevato, ci troviamo di fronte a ragazzi da formare e non già fatti e pronti. Le società italiane più importanti preferiscono acquistare e puntare su calciatore più esperti togliendo così spazio ai giovani. Un altro problema è la presenza di moltissimi stranieri anche nelle rose delle squadre Primavera, c’è un trend negativo da invertire. Un volta i calciatori si coltivavano già dalla Scuola Calcio mentre adesso si preferiscono quelli già pronti e cresciuti altrove.”
Le società italiane riusciranno mai a lanciare tanti giovani come per esempio fa il Barcelona o continueranno ancora a mandarli in prestito nelle serie minori?
“Lanciare i giovani subito in prima squadra, come per esempio fanno i top club europei, implica una presa di responsabilità e di coraggio da parte degli allenatori. Per esempio alla Juventus Deschamps mi chiese se Marchisio e Giovinco erano già pronti per esordire, gli risposi di si e giocarono un po di partite con i bianconeri in serie B. Ma se la Juve fosse stata in massima serie dubito che collezionavano lo stesso numero di presenze.”
L’introduzione delle squadre B in serie cadetta o in Lega Pro come in Spagna potrebbe essere una buona idea o è meglio lasciare tutto come sta?
“Ci sono tante soluzioni, una è quella che le società prestigiose mandassero in Lega Pro, a una società satellite, i loro giovani per farli crescere dal punto di vista agonistico. Gli allenatori della Primavera devono cominciare a premere sul presidente e sull’allenatore per far lanciare in prima squadra i giovani migliori. Tutto questo sarebbe molto utile sia per il calcio italiano che per la nazionale. Con Conte in panchina abbiamo imboccato la strada giusta.”
Si parla sempre di dare spazio ai giovani italiani, la Juventus ha preso lo spagnolo Morata lasciando ancora in giro per l’Italia gente come Gabbiadini e Zaza.
“Morata, a quanto l’ho visto io, non mi sembra essere un giocatore da Juventus e nemmeno un potenziale top player. Pecca a livello tecnico e ha sbagliato troppi gol facili. Al suo posto avrei preso Gabbiadini o Zaza che sono già pronti per una squadra come la Juventus.”
Ha allenato fior fior di ragazzi che poi si sono affermati, chi era il più promettente e da chi si aspettava una carriera diversa?
“I più promettenti erano sicuramente tutti quei giocatori che stanno giocando in serie A come Mirante, Konko, Marchisio, Giovinco, Lanzafame, De Ceglie e Criscito. Mi aspettavo di più da Chiumiento, aveva esordito in serie A con Lippi, che però è stato molto discontinuo ma era un ottimo giocatore di grandissimo livello tecnico”.
Finiamo con Giovinco, a Parma ha messo in mostra tutto il suo talento mentre a Torino non è mai riuscito ad affermarsi.
“Giovinco è stato preso di mira dei media ed è anche per questo che il pubblico lo giudica male. Nell’ultima partita ha giocato sui suoi standard di rendimento infatti ha fatto la differenza. E’ un giocatore che ha bisogno di giocare con continuità per essere sempre in condizione e non di tanto in tanto. Ha doti tecniche e atletiche enormi ed è uno che si sacrifica e torna dietro in fase difensiva, un giocatore completo. Sebastian è uno dei migliori attaccanti italiani.”