Le dichiarazioni di Nainggolan ai microfoni di DAZN (ISCRIVITI ALLA PROVA DI UN MESE GRATUITO). Dalla sfida alla Juve, alla sua esperienza interista, fino a Barella e Pjanic. (SEGUI LE PARTITE IN DIRETTA SU DAZN).
Sulla partita contro la Juve: “È sempre stata una partita particolare per me perché mi hanno cercato in passato e poi non si è fatto niente. Io preferisco sfidare le squadre più forti per cercare di batterle, è una cosa che ho sempre avuto in testa. È la squadra da battere da tanti anni e penso che qualsiasi squadra vorrebbe battere la Juve. Per noi è una partita importante per raggiungere il nostro obiettivo”
Sull’esultanza dopo il primo gol con il Bologna: “È stato istinto, ho fatto l’inchino ai tifosi. La gente mi aspettava da tanto, ho avuto un infortunio in ritiro saltando tutta la preparazione. Non vedevo l’ora di cominciare e quando ho segnato all’esordio, è stato come dire: “Mi sono presentato!” Alla fine è andata diversamente da come mi aspettavo perché poi mi sono rifatto male dopo poche giornate. E ho ricominciato da capo di nuovo”
Sulla sua esperienza: “Spero di non avere più infortuni e migliorare fisicamente. Mi auguro che i tifosi riescano a vedere il miglior Nainggolan. L’importante quest’anno è centrare l’obiettivo, abbiamo fatto un cammino importante con alcune difficoltà ed episodi che hanno danneggiato un po’ tutti”
Sulla stagione dell’Inter: “È mancata un po’ di maturità per invertire la rotta e riprendersi subito dopo un brutto momento. Nell’ultima partita di Champions ad esempio bastava vincere, dopo quella delusione sono arrivati dei risultati negativi”
Sulle sue caratteristiche: “La mia miglior qualità? Sembra strano che lo dica perché non ho mai vinto, ma la voglia di vincere. Anche all’Inter una vittoria importante manca da tanto e sono cose che danno tanto a una piazza. Qui erano abituati a vincere e noi dobbiamo cercare di essere quella squadra che fa parlare a livello mondiale”
Su Handanovic capitano: “Samir è un grandissimo professionista che si allena forte e studia tanto. Un grande comunicatore che dice sempre quello che pensa. Per questo mi piace. È una persona molto onesta. Credo che non importi la fascia al braccio per essere capitano, in una squadra ci sono tanti elementi che dimostrano di essere importanti e nell’Inter ci sono diversi ragazzi che possono dire la loro anche da questo punto di vista”
Su Niccolò Barella: “Nel modo di giocare ricorda un po’ me. Mette sempre tutto se stesso, è uno che fa la differenza non segnando o facendo assist, ma perché fa giocare meglio i compagni. Uno di quelli che viene notato di meno ma è tra i più importanti. Giocare insieme a lui? Perché no! Giocare con giocatori forti è sempre bello. Qui ce ne sono tanti, e quelli che hanno giocato in Serie B sanno cosa significa quanto è più semplice giocare con compagni più forti. Penso che con lui sarebbe una bella lotta in campo, sia da avversari che contro”
Sul rapporto con Pjanic: “L’ho sentito qualche giorno fa perché aveva bisogno di biglietti… (ride ndr). Miralem è uno di famiglia, non importa quale ora o data. È una persona importante per me e abbiamo fatto un percorso insieme, è un ragazzo che sento spesso e volentieri”
Sul dialetto milanese: “I milanesi parlano un po’ più piano dei romani, ma l’importante è capirsi!”
