L’ex allenatore Ottavio Bianchi, ai microfoni di Rai Radio2 per “Italia Nel Pallone”, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul fenomeno Atalanta: “La parola progetto vuol dire tutto e niente, a Bergamo c’è un vero lavoro, c’è attaccamento da parte del pubblico e della città, già in Serie C c’erano 15 mila persone allo stadio. Ora una fantastica unione di gestione societaria e gestione tecnica entrambe buone, con un allenatore molto bravo che ha trovato a Bergamo la propria identità, con un curriculum di prim’ordine, società che ha sempre lavorato in profondità con il vivaio, da sempre di prima fascia, avvicinabile all’Ajax come mentalità“. L’ex tecnico conosce bene la realtà orobica, ha vestito la maglia nerazzurra da calciatore e da allenatore ha guidato la Dea, negli ultimi anni protagonista di stagioni straordinarie. “Nel calcio italiano le promesse mi lasciano un po’ perplesso, perché capita che i presidenti giurino amore eterno e poi finisci out dopo poche partite. Non è il caso di Gasperini, chiaro, ma non dimentichiamo che il suo inizio fu burrascoso. Poi lui ebbe il coraggio e l’abilità di far giocare i giovani. La vera, autentica sorpresa del calcio di quest’anno è proprio la sua Atalanta“.
Sul Napoli, invece, Ottavio Bianchi afferma: “Bisogna vedere cosa si sono detti all’inizio nella stanza dei bottoni. Se erano d’accordo che fosse un campionato di transizione, un anno di studio per poi poter fare il salto di qualità, allora è una stagione ok – dice Bianchi che a Napoli ha vinto uno scudetto -. Se si valuta invece in base ai risultati è una stagione non positiva, al di là del secondo posto che non ha più senso, sono andati fuori dalle coppe presto. Di positivo c’è comunque la gestione tecnica che in mano ad Ancelotti è di grande affidabilità, bisognerà vedere cosa faranno sul mercato in entrata e uscita e quale sarà l’obiettivo della società, Napoli da parecchi anni è abituata a vivere le zone alte, ma tutti si aspettano di vincere il campionato da un momento all’altro“.