Retroscena Sandro Mazzola: “Dissi di no alla Juve, papà si sarebbe rivoltato nella tomba”

Ospite a Tv2000 del programma “Beati voi-10 comandamenti”, la bandiera nerazzurra svela una possibile sliding door della sua carriera, ricordando un aneddoto del suo ‘no‘ alla Juventus: “Giampiero Boniperti, che aveva giocato con mio papà, mi fece una telefonata. Era impossibile dirgli di no. Mi invitò a Torino a mangiare con lui e a parlare del mio contratto. Sono andato, abbiamo parlato di calcio e un po’ di tutto. Poi mi ha detto la cifra: mi tremavano le gambe, non avevo mai sentito quella cifra. Non ho dormito tutta la notte. A un certo punto entra in camera mia madre e mi chiede cosa fosse successo, dopo averglielo raccontato mi disse che dovevo rifiutare l’offerta della Juve, altrimenti mio padre si sarebbe rivoltato nella tomba. Infatti dissi che non potevo andare“. Commovente il ricordo del padre Valentino, scomparso nella tragedia di Superga nel maggio del 1949: “Del giorno della tragedia ricordo solo che mi hanno portato in un paese vicino Torino, da una famiglia amica di mio papà. Volevano che capissi pian piano della morte di mio padre, e io difatti l’ho capito dopo 3-4 giorni perché lui mi veniva sempre a prendere, ma non arrivava mai. Tante volte di notte piangevo, perché non riuscivo a far vedere che ero degno del suo nome. Ricordo di alcuni milanesi che riconoscevano che non fossi come mio padre, ma avevano ragione anche se io facevo finta di niente. Mio padre e’ stato uno dei più grandi giocatori italiani. Io ero un ragazzino. Quando ho fatto il provino con il Torino non fui preso in considerazione, ma avevano ragione perché giocavo a Torino e da quel campo si vedeva la Basilica di Superga dove era caduto l’aereo, probabilmente avevo giocato da schifo“. La partita che ricorda meglio è sicuramente quella contro il Real Madrid, come sottolinea lo stesso Mazzola: ” A fine partita quando ci siamo salutati una persona mi disse che aveva giocato contro mio padre, era Ferenc Puskas perché lui era stato in prova a Torino. Mi disse che ero degno di mio padre. In quel momento dall’emozione non ho capito più niente“. Conclude parlando della dinastia dei Mazzola nel calcio, visto che anche il fratello Ferruccio ha giocato e il nipote sembra essere una promessa futura: ” Il calcio a noi piace e il mio nipotino si chiama anche Valentino. Devo dire che e’ portato per il gioco del pallone. Io vado a vederlo di nascosto all’oratorio quando gioca nei tornei. Mi nascondo sempre dietro gli alberi ma lui quando fa goal mi trova sempre“.