Stefania Okaka e Stefano Okaka, due sportivi, oltre che due gemelli legatissimi. Lei pallavolista schiacciatrice della Golem Volley di Palmi (Rc), lui calciatore della Sampdoria. Entrambi con esperienze nella Nazionale italiana, entrambi con lo sport nel sangue. Con i loro 1,85 cm di altezza ciascuno, i due giovani ragazzi si danno da fare con le rispettive squadre mettendo in mostra il loro talento. Ai microfoni di CalcioWeb ha parlato la pallavolista Stefania che ci ha svelato i particolari del suo rapporto con Stefano e i segreti che stanno dietro la loro passione per lo sport.
Il momento d’oro della Golem. Che esperienza è per te? Come stai vivendo l’ansia dei play off e quanto ci credete?
Per me è una bellissima esperienza questa che sto vivendo a Palmi con la Golem, e sopratutto è una grande soddisfazione essere arrivata fino allo step finale dei playoff di Serie B1 con questa squadra.
Lontano dalla tua famiglia, come vivi la distanza con i tuoi e soprattutto con tuo fratello Stefano?
La vivo normalmente ormai sono abituata, per via dello sport vivo lontano da loro da quando ho 13 anni ma ci sentiamo molto spesso e appena possiamo ci vediamo.
Il tuo rapporto con Stefano come lo definiresti? Ciò che vi divide e ciò che vi lega.
Siamo gemelli, con Stefano abbiamo un bellissimo rapporto un rapporto speciale, nulla ci divide nonostante viviamo a chilometri di distanza.
Come mai i vostri nomi sono uguali? C’è qualche aneddoto nascosto dietro questa somiglianza?
Il nome ce l’ha dato nostro fratello maggiore Carlo 8 anni più grande di noi, non c’è un aneddoto particolare legato al nostro nome.
Vivete lo sport nella stessa maniera? Due fratelli nello sport scelta spontanea o impostazione familiare?
Viviamo lo sport da professionisti nessuna impostazione familiare nel nostro paese c’è molta cultura dello sport soprattutto volley e calcio e noi abbiamo seguito i nostri compagni di scuola. Siamo una famiglia di sportivi.
Entrambi siete stati protagonisti della Nazionale italiana come definiresti la vostra esperienza in tale ambito? Il tabù tutto italiano dei giocatori di colore in Nazionale ti sembra superato o c’è qualche esperienza che ti ha fatto capire il contrario?
Credo che vestire la maglia azzurra sia un privilegio non da tutti quindi la posso definire un’esperienza straordinaria. Personalmente non ho mai avuto nessun episodio razzista, una piaga da debellare quella della discriminazione razziale.
Ai tempi della Roma Stefano era considerato una “testa calda”, ma ora alla Samp sembra maturato. Credi sia cambiato?
Stefano è maturato molto ed è diventato uomo e un vero professionista se continuerà a lavorare così avrà belle soddisfazioni, già quest’anno ha giocato alla grande, un’ottima annata alla Sampdoria.
