Torino, Mazzarri durissimo sul caso N’Koulou: “Non vado a chiedergli l’elemosina”

Conferenza stampa della vigilia per Walter Mazzarri, allenatore del Torino, atteso dal ritorno dei playoff di Europa League contro il Wolverhampton

“Non vado da N’Koulou a chiedergli l’elemosina”. Così il tecnico del Torino, Walter Mazzarri, torna sul caso del difensore camerunese non convocato per la sfida di ritorno sul campo del Wolverhampton valida come spareggio per l’Europa League. “Quando un giocatore dice che non c’era con la testa, addirittura dopo la partita, per un allenatore non è una bella cosa”, dice Mazzarri. “Un allenatore non può che prendere atto che un giocatore è come se non ci fosse stato. Ho anche insistito, cercando di convincerlo con il Sassuolo, e anche lì ha detto non ci sarebbe stato con la testa. Io ho un gruppo e chi sta in panchina non vede l’ora di giocare, secondo voi un allenatore manda in campo uno che non vuole giocare?”, chiede Mazzarri ai giornalisti in conferenza. “Un allenatore è costretto a non farlo giocare se un giocatore non torna indietro e quando torna non dice nulla, dato che lo avevo pregato e ci avevo parlato parecchio. Cosa vado a fare, vado a chiedergli l’elemosina? Pure se lo avessi preso di forza e messo sull’aereo, poi se fa male chi è il responsabile?. Tornando sulla sconfitta per 3-2 subita in casa all’andata contro gli inglesi, Mazzarri riconosce che “il calcio non è una scienza esatta e anche se me lo avesse detto il giorno prima non possiamo essere sicuri che non avremmo preso tre gol. A me però fa molto piacere saperlo prima della sfida di domani, perché col Sassuolo poi siamo stati ripagati”.

Passando poi alla gara in sé Mazzarri ha detto: “Io credo che lavorando sulla testa domani possiamo essere più sciolti e tranquilli e fare un gioco migliore, soprattutto con la palla. Al di là di chi scenderà in campo dovremo essere più attenti in fase difensiva, con il Wolverhampton abbiamo commesso degli errori, in quella partita molto è dipeso da noi. Quello che scatta nei ragazzi a volte non è così semplice, soprattutto se molti di quelli che hanno giocato sono alla prima esperienza in Europa”.