Sette punti di vantaggio sull’Atletico Madrid e 12 sul Real. Nonostante questo, ci va con i piedi di piombo l’allenatore del Barcellona, Ernesto Valverde. Quanto successo ai “blancos” e al Psg in Champions è la dimostrazione che i quarti andranno conquistati sul campo, non col blasone. Ernesto Valverde evita i facili entusiasmi alla vigilia della gara col Rayo Vallecano e a pochi giorni dal ritorno col Lione. Occhi aperti, dunque, in Spagna e in Europa. “Più si avvicina il finale di stagione, più è dura. Mancano meno giornate, le squadre devono raggiungere gli obiettivi e la tensione è maggiore. I tre punti di domani valgono quanto quelli del Bernabeu e di Siviglia. E in vista della Champions, è meglio presentarsi con una vittoria. Non escludo nessuna squadra per il titolo. L’Atletico è l’avversario più vicino e vogliamo almeno mantenere questa distanza e per farlo dobbiamo vincere. Non escludo nemmeno il Real, per rispetto e matematica. Restano ancora 36 punti in palio per quanto l’Atletico, essendo a -7, sia il primo avversario”. Commenta così la crisi del Real: “La osserviamo da fuori e con rispetto. Sappiamo che il calcio è quello che è e che in una settimana possono cambiare le cose per chiunque”. Sui nomi di Mourinho e Zidane per la panchina del Real aggiunge: “Due grandi allenatori, lo hanno già dimostrato come lo ha dimostrato anche Solari”. Chiude, commentando le voci di un possibile addio di Rakitic, a fine stagione: “Non penso a un Barcellona senza Rakitic o senza chiunque altro. Bisogna concentrarsi sulla stagione in corso e lui oggi e’ qui”.
Barcellona, Valverde: “La Liga non è ancora chiusa”