“Sono stato per 19 volte vicino alla morte”: Gascoigne ed il racconto di una vita spericolata

L'ex giocatore della Lazio, Paul Gascoigne, ha ammesso davanti ai giudici di Bournemouth di aver molestato l'ex fidanzata e di aver aggredito un fotografo

Paul Gascoigne si è dichiarato colpevole davanti ai giudici di Bournemouth sia per l’accusa di molestie nei confronti dell’ex fidanzata che per l’aggressione ai danni di un fotografo.

Per quanto riguarda il primo caso, il 48enne ex calciatore inglese aveva postato una serie di tweet offensivi contro Amanda Thomas, donna con la quale aveva avuto una relazione fino alla fine dello scorso anno. Il 16 marzo Gascoigne aveva contattato al telefono la ex – che nel frattempo aveva cominciato a frequentare un altro uomo – e dopo essere stato invitato a non farsi sentire più, ha iniziato a insultarla prima via sms e poi su Twitter. Gascoigne l’ha poi minacciata al telefono e si è presentato nell’ufficio postale dove lavorava, iniziando a urlarle contro e a quel punto la donna ha chiamato la polizia che lo ha arrestato.

Lo scorso 16 giugno, invece, il fotografo Steven Shepherd ha immortalato Gascoigne mentre stava firmando autografi e posando per delle foto in un bar di Bournemouth. L’ex Lazio non l’ha presa bene, ha chiesto all’uomo di dargli la memory card e ne è nato un alterco in cui Shepherd ha rimediato un graffio alla testa e un danno ai suoi occhiali da vista da 200 sterline. Di oggi anche una frase shock: “Sono stato per diciannove volte vicino alla morte, ma è trascorso un anno dall’ultima volta che mi sono ubriacato“.