Il 20 gennaio 1983 muore a Rio de Janeiro Manoel Francisco dos Santos, per tutti Garrincha. Ala destra considerata uno dei più grandi interpreti del dribbling nella storia del calcio. Aveva un leggero strabismo, la gamba sinistra di sei centimetri più corta della destra e per quest’ultimo motivo veniva soprannominato l’Angelo dalla gambe storte. Fu legato al Botafogo per tredici stagioni, fino al 1966. Garrincha, così chiamato perchè il suo aspetto esile richiamava quello di una specie di uccelli che da bambino era solito cacciare, vinse anche due campionati mondiali e continuò a giocare pure dopo la fine della carriera. Lo fece in squadre amatoriali, come quella del Sacrofano, vicino Roma. La sua vita fu progressivamente distrutta dall’alcool. Morì per le conseguenze di un edema polmonare e di una cirrosi epatica, all’età di 49 anni. Uno dei più grandi di sempre.
Mané Garrincha, l’Angelo strabico e con le gambe storte: la strana origine del soprannome e la tragica fine
Torna l'appuntamento con la nostra rubrica "Accadde oggi". Giornata triste per il mondo del calcio, moriva Mané Garrincha, calciatore brasiliano