In un periodo del genere, uno degli errori commessi da tutti noi è stato quello di “giudicare”. Giudicare chi sta a casa, chi ha paura, chi invece se ne esce in barba ai decreti, abbiamo giudicato il calciatore che ha voluto tagliarsi lo stipendio, oppure quello che non vuole rinunciare ad un centesimo. Ecco, tra questi ultimi si inserisce l’ex attaccante dell’Arsenal Emmanuel Adebayor, criticato in patria, nel Togo, per aver scelto di non provvedere ad una donazione in tempi bui come questi.
Il calciatore ha risposto, in maniera diretta: “Per quelli che dicono che non faccio una donazione: è vero non ne faccio. Molto semplice. Faccio quello che voglio fare, mangio quello che voglio mangiare e questa è la cosa più importante. Ci saranno persone che mi criticheranno perché non ho creato una fondazione a Lomé. Ma sembra che sono stato io a portare il virus a Lomé. È una situazione molto sfortunata, ma è così ed è il Paese che è così. Se volete potete confrontarmi con Didier Drogba o con Samuel Eto’o, ma sfortunatamente non sono Didier Drogba o Samuel Eto’o. Sono Emmanuel Sheyi Adebayor e farò sempre quello che voglio”, Ha detto in un video con le parole riprese dalla Gazzetta dello Sport.
Insomma, una posizione discutibile, forse non condivisibile, ma sicuramente sincera e ben lontana dai falsi moralismi che circolano nell’ambiente, e non solo. Ma soprattutto, una posizione… non giudicabile.