Si è conclusa ieri la tre giorni europea che ha visto in azione ben sei squadre italiane. Non certo esaltante l’esito, vista la debacle subita in casa dalla Roma ad opera del Bayern Monaco e le sconfitte rimediate da Juventus e Napoli contro, rispettivamente, Olympiacos e Young Boys. Pareggio per l’Inter, che giocava contro il Saint Etienne, mentre hanno vinto Torino e Fiorentina, opposte a Hjk Helsinki e Paok. Ecco comunque, di seguito, i migliori ed i peggiori cinque che si sono disimpegnati con le italiane nei palcoscenici di Champions League ed Europa League.
Top 5
Alvaro Morata: Unico a salvarsi nella brutta sconfitte della Juventus ad Atene. La prestazione dello spagnolo è stato da primo della classe visto che, praticamente da solo, ha costantemente tenuto in apprensione la retroguardia dell’Olympiacos. Il talentino venuto dal Real Madrid si candida, dopo l’infortunio nel precampionato e la squalifica per l’espulsione rimediata contro la Roma, ad una stagione da protagonista: Llorente è avvisato, Morata è in corsia di sorpasso.
Amauri: Se a 34 anni lo si è visto tornare spesso a centrocampo per cercare di recuperare il pallone e dare manforte ai compagni di squadra, significa che il centravanti oriundo sembra essere finalmente entrato in forma. Cosa non facile, visti gli infortuni che ha conosciuto in carriera e considerata la sua mole fisica. Eppure ieri abbiamo visto un Amauri in ottima condizione, che si è anche sbloccato con un gran bel goal. Il Torino ha bisogno di lui, anche in campionato: starà al diretto interessato dimostrare che, quello contro l’Helsinki, non rimarrà un episodio isolato.
Juan Pablo Carrizo: Classico dodicesimo, capace di alternare, quando chiamato in causa, prestazioni da urlo a topiche clamorose. Per l’argentino, solitamente, in verità sono molto di più queste ultime ma ieri, a San Siro, se i nerazzurri sono riusciti a portare a casa un pareggio (0-0 il risultato finale) è soprattutto per merito suo, capace di salvare più di una volta la sua porta. La parata su Tabanou è da urlo.
Juan Manuel Vargas: Se la Fiorentina, ieri, ha superato il Paok ed è a punteggio pieno nel proprio girone di Europa League, il merito è del redivivo Vargas. Ancora una volta dato per finito, ancora una volta tornato sotto le luci della ribalta: sua la rete che ha deciso il match, anche se su ribattuta, dato che la prima conclusione l’aveva sparata addosso al portiere avversario. Ma non è solo per il goal, visto che il peruviano ha corso come un matto, arrivando persino a sfiorare il raddoppio.
Dries Mertens: Un giorno Rafa Benitez ci spiegherà perchè si ostina, in campionato, a lasciare fuori l’attaccante belga, che ha colpi da fuoriclasse, per poi riservargli spazio in Europa League. Chiaro che non siamo di fronte a Maradona, da solo non può vincere le partite e, difatti, ieri il Napoli contro lo Young Boys ha perso 2-0. Mertens però ha mandato in tilt la retroguardia degli elvetici, dimostrando, ancora una volta, di essere un calciatore da grandi paloscenici. Gli è mancato solo il goal.
Flop 5
Ashley Cole: Se uno come Josè Mourinho ha deciso di lasciarlo andare via a costo zero, un motivo ci sarà. Già in campionato Ashley Cole aveva convinto poco, pur senza fare mai grossi danni. Contro il Bayern Monaco, però, è stato costantemente ridicolizzato da chiunque lo avesse di fronte e, in special modo, da quel meraviglioso fuoriclasse che risponde al nome di Arjen Robben. A sua discolpa va detto che l’olandese, quando in serata di grazie come martedì scorso, è imprendibile praticamente per chiunque. E tuttavia, da qui a collezionare una figuraccia come quella fatta da Cole, ce ne passa: nullo in fase offensiva, nullo in fase difensiva. Da censura.
Andrea Pirlo: E’ una cosa che mai avremmo voluto fare, ma nel calcio la severità è d’obbligo e neppure a voler chiudere un occhio si può tacere della terribile prestazione offerta, mercoledì sera, da colui che rimane, comunque, fior di fuoriclasse. Il regista bresciano ha probabilmente disputato la peggior partita della sua vita. Tralasciando la modesta tenuta atletica, Pirlo non ha azzeccato quasi nessun passaggio, disimpegnandosi male anche al momento di calciare su punizione. Un caso destinato a rimanere isolato, nella straordinaria carriera del Professor Pirlo.
Juan Manuel Iturbe: Ci si aspettava, dall’argentino, che bissasse la bella prestazione esibita, due settimane orsono, contro la Juventus. Niente da fare, Iturbe ha toppato alla grande, rendendosi protagonista di una partita irritante. Confuso, quasi svogliato, di lui si ricordano solo un paio di palloni persi ed una simulazione che gli fa onore. E’ poco più che un ragazzino ed ha un talento fuori dal normale, per cui saprà rifarsi. La partita contro il Bayern Monaco, però, gli sia da lezione.
Michu: Un altro mistero in salsa napoletana: cedere un calciatore tutto sommato affidabile e per nulla avvezzo alla polemica in caso di panchina, come Goran Pandev, e puntare sullo spagnolo, reduce da una stagione tremenda allo Swansea. Ancora una volta Michu si è dimostrato inadeguato al gioco del Napoli, probabilmente per colpe non solamente sue. Un pesce fuor d’acqua, circondato però da compagni che, come lui, ci hanno capito poco. L’impressione è che, in terra partenopea, Michu ci rimarrà per breve tempo.
Mauro Icardi: Per chi, come Icardi, è ritenuto un centravanti implacabile, fallire certe occasioni da goal è davvero inspiegabile. Ecco perchè si fatica a capire come l’argentino, contro il Saint Etienne, si sia divorato due comode occasioni da rete, una in particolare. Si pensava che fosse lui a caricarsi la squadra sulle spalle e risolvesse la sfida con i francesi: così non è stato e l’Inter, che da lui dipende molto, si è portata a casa solo un pareggio.