Ancelotti: “Nazionale? Anche io sogno di allenarla”

RaiSport, il tecnico del Real Madrid Carlo Ancelotti concede una lunga intervista in cui spazia dal calcio alla politica.

La prima domanda è sulla prima esperienza in Nazionale, ai tempi di Bearzot:
Nazionale con Bearzot? La mia prima apparizione con la maglia della Nazionale, di stare in un ambiente molto familiare. Non so se ho sue caratteristiche, non ho fatto tante apparizioni con la Nazionale, ma ho potuto osservare il suo senso di paternità con i giocatori. Il calcio è un lingua universale, però quando mi arrabbio riesco a parlare solo in italiano. Ci si può intendere anche a gesti.

Sul nuovo premier Matteo Renzi:
Non lo conosco, mi piace ma ha parecchi difetti come l’essere tifoso della Fiorentina e non del Milan (ride)”.

Sulle dichiarazioni di Capello, che ha definito il calcio “poco allenante”:
Credo che sia un problema di caratura di giocatori, ma a livello tattico è ancora molto competitivo. Sull’ambiente e infrastrutture ha ragione Capello

Il suo Real è tra le favorite per la vittoria della Champions League (che manca da 12 anni), ma dovrà fare i conti con una concorrenza agguerrita. Tra le contendenti alla vittoria finale non può non risaltare il Bayern campione in carica e schiacciasassi in Bundesliga:
Squadra favorita, ha un grande allenatore, vincere la Champions non è semplice, non solo col il Bayern ma è dura battere anche Psg, Barcellona e le altre”.

Capitolo Mondiale:
Favorito sarà il Brasile che gioca in casa, l’Italia parte con qualche incognita, magari ci sarà qualche sorpresa che da una mano alla squadra“. Tale sorpresa “Potrebbe essere Verratti, anche se a centrocampo c’è gente di esperienza, lo stesso Immobile o Balotelli“.

Su un suo possibile futuro alla guida della Nazionale azzurra, Ancelotti confessa:
Credo che tutti gli allenatori italiani abbiano il desiderio e il sogno di allenarla, vale anche per me

Infine, una battuta sulla piaga rappresentata dal razzismo:
E’ una macchia nera che andrebbe cancellata, non è più possibile assistere a certe cose. Siamo tutti un po’ stanchi. L’Inghilterra da questo punto di vista può insegnare molto