Grande ex di Roma e Fiorentina e grande conoscitore del calcio italiano, per Gabriel Batistuta è arrivato il momento di tornare alla sua più grande passione, il calcio. “Se ad un certo punto arriverà qualche progetto, tornerò ad allenare, ma deve essere qualcosa di serio all’interno di una struttura ben organizzata. Ho voglia di trasmettere quello che ho appreso e quello che so, ma allo stesso tempo non voglio proprio entrare in una giungla”, ha detto ‘Batigol’ a TyC Sports.
“Oggi non allenerei nel calcio argentino, perché i tecnici qui si muovono in un ambiente in cui io non sarei capace di fare bene. Dovremmo cambiare qualcosa nella gestione e nell’organizzazione del calcio. Io non sono per niente d’accordo sulla gestione del nostro calcio”, spiega Batistuta che esclude di rimanere nel proprio Paese.
“Gli attaccanti della Seleccion sono un punto di forza incredibile. Possono essercene altri, ma non ce ne sono di migliori. A me, se fossi un difensore, non piacerebbe affrontarli. Quando guardo la formazione, non posso credere al potenziale enorme che abbiamo. Penso che Sergio Aguero e Gonzalo Higuain possano giocare assieme, io li metterei due numeri nove se vedo che uno solo non mi dà un risultato“, spiega ancora parlando della nazionale argentina in vista della Copa America e di Rio2016.
“E’ divertente essere da soli al centro e ricevere sostegno dagli esterni, dipende dall’intelligenza dei due nove la possibilità di giocare assieme o meno”, spiega. “A volte, uno deve sacrificarsi per l’altro, per il bene della squadra. Hernan Crespo e io potevamo giocare assieme, eravamo due persone intelligenti. Non giocava l’ego, volevamo solo vincere con la Seleccion. In ogni caso, l’allenatore è colui che decide, anche se è difficile lasciare qualcuno fuori. Immagino che il Tata sarà contento di avere questo problema, così come chiunque altro vorrebbe averlo”.