Aveva scoperto delle irregolarità sull’assegnazione dei Mondiali 2018 alla Russia e 2022 al Qatar, ma tutto è stato insabbiato. L’avvocato Michael Garcia si è dimesso dalla carica di presidente della Camera Investigativa del Comitato Etico della FIFA, dopo essere stato scelto per investigare su presunte irregolarità nell’assegnazione della competizione ai Paesi candidati. La Fifa d’altronde, non ha mai acconsentito alla pubblicazione dei documenti che Garcia aveva scovato, presunte prove che avrebbero fugato tutti i dubbi su un’assegnazione manipolata.
“Nessuna commissione può cambiare la cultura di un’organizzazione. Ho perso fiducia nell’indipendenza della camera giudicante”. Queste sono state le prime parole di un Garcia amareggiato. “Dopo la mia nomina a presidente del comitato investigativo della FIFA, ho effettivamente capito che si stavano facendo passi in avanti nel promuovere l’etica. Negli ultimi mesi qualcosa è cambiato. Il 5 settembre del 2014 io e Borbely, vice presidente del comitato investigativo, abbiamo presentato un rapporto sull’inchiesta 2018-2022 alla Camera Arbitrale del comitato Etico della Fifa dove sono stati individuati problemi seri e di ampio respiro che si sono verificati in occasione dei processi di offerta e di selezione delle nazioni che avrebbero ospitato i mondiali (Borbely ha anche presentato delle relazioni separate). Poco dopo il presidente della Camera Arbitrale Eckert ha indicato che solamente alcune delle informazioni contenute all’interno del rapporto sarebbero state rese pubbliche. Ma personalmente preoccupato sul fatto che informazioni così poco dettagliate non fossero sufficienti per garantire la trasparenza della FIFA, ho rilasciato una dichiarazione pubblica dove invitavo il Comitato Esecutivo della Fifa ad autorizzare la pubblicazione della relazione. Quest’ultimo non si è affatto pronunciato sull’argomento nelle riunioni di Settembre 2014“.
Non solo, dopo l’insabbiamento arriva anche la beffa per l’avvocato statunitense che viene accusato di aver violato, quasi paradossalmente, proprio il codice etico che era stato chiamato a difendere. Ricorso respinto e conseguenti dimissioni: “Sono stato però citato per aver violato il Codice etico attraverso le mie pubbliche dichiarazioni, ossia la richiesta di effettuare la pubblicazione della relazione in maniera adeguata. Il 13 novembre del 2014 il signor Eckert ha messo una dichiarazione di 42 pagine sul rapporto dell’inchiesta sui mondiali del 2018 e del 2022, all’interno della quale erano contenute rappresentazioni incomplete e fatti altrettanto incompleti, così come le conclusioni. E’ stato respinto il mio ricorso, per questo motivo ho fatto appello. Ma la decisione della Commissione d’Appello emessa ieri lo ha respinto per motivi procedurali, concludendo che non è necessario che il comitato di Appello della FIFA entri in merito alle ragioni del ricorso. Sono in disaccordo con la decisione del Comitato di Appello. Ora sembra che da adesso in poi la dichiarazione di Eckert resterà la parola finale sull’inchiesta sui mondiali del 2018 e del 2022. Ho concluso che in una tale situazione e modo di procedere non c’è strumento che possa cambiare la cultura di una organizzazione. Ho perso fiducia nell’indipendenza della Camera Arbitrale, motivo per il quale ritengo che il mio compito sia alla fine. Di conseguenza, a partire da oggi 17 dicembre 2014, do le mie dimissioni come presidente della Camera del Comitato Investigativo della FIFA“.