Troppe le prove, troppo forte il dolore provocato. Una condanna che era nell’aria ma che potrebbe assumere connotati molto pesanti per Djokhar Tsarnaev, il 22enne di origine bosniaca autore assieme al fratello dell’attentato alla maratona di Boston. Dopo delle meticolose indagini ecco la ratificazione della colpevolezza con una sentenza che però fa rumore: pena capitale per il sopravvissuto dei due attentatori (il fratello morì durante la caccia all’uomo della polizia americana). Una condanna a morte che tornerebbe così in Massachussets dopo l’abolizione di oltre 30 anni fa.
Le due bombe fecero 3 morti e 260 feriti. Fra i morti un bambino. Su Tsarnaev pendevano 30 capi d’accusa, quattro dei quali per omicidio. La quarta vittima infatti fu un poliziotto ucciso nel campus dei Massachussets Institute of Technology, durante l’inseguimento seguito all’attentato, in cui morì Tamerlan. La colpevolezza di Tsarnaev potrebbe sfociare nella condanna alla pena capitale perché è stata riconosciuta la colpevolezza per il reato federale di esplosione di ordigni di sterminio.