Morire di giornalismo è possibile oltre che orribile, purtroppo non è una novità. L’ultimo caso, terribile, arriva dall’Azerbaigian, dove Rasim Alyev è stato pestato a sangue per via di alcune critiche rivolte, su Facebook, a Javid Huseynov, calciatore del Gabala e della nazionale azera. Invitato dal giocatore a prendere un tè, Alyev è stato in realtà accolto da sei energumeni che lo hanno riempito di botte, fino a ridurlo in fin di vita. Trasportato di corsa in ospedale, ha trovato la morte dopo parecchie ore di agonia. Prima di andarsene, però, Alyev si è fatto filmare per meglio raccontare la vicenda. In sintesi, il giornalista aveva criticato Huseynov perché, durante una partita di Europa League disputata a Cipro, aveva sventolato il vessillo della Turchia e rivolto insulti pesanti ad un giornalista greco, reo di avergli chiesto spiegazioni sul gesto. Alyev aveva giudicato il calciatore azero come immorale e non meritevole di indossare la maglia della nazionale del suo paese. Frasi in totale libertà che gli sono costate la morte. Fino allo scorso anno Alyev, come riferito da ‘La Gazzetta dello Sport’, lavorava per l’Institute for Reporter’s Freedom and Safety, associazione per la libertà di stampa chiusa per imposizione del governo. La vittima, peraltro, aveva in passato ricevuto minacce di morte.
Azerbaigian, ucciso giornalista: fatali le sue critiche a un giocatore
E' successo in Azerbaigian dove Rasim Alyev, giornalista, è stato massacrato di botte dopo le critiche rivolte a Huseynov, calciatore della nazionale