E’ una regola assodata, che ha dato il via a numerosi procedimenti in tutta Europa. Il regolamento UEFA vieta infatti l’esposizione di bandiere, striscioni o vessilli riconducibili a questioni politiche, come le bandiere d’indipendenza catalane che sono comparse sugli spalti dell’Olympiastadion di Berlino durante la finale di Champions League e per il quale il Barcellona è stato multato.
Ma la società blaugrana non ci sta e chiede all’UEFA un trattamento particolare. Il presidente Bartomeu ha infatti fatto pubblicare un comunicato esplicativo a riguardo nel quale spiega che “le bandiere catalane rispondono a un sentimento popolare molto antico e socialmente radicato che va oltre a qualunque possibile messaggio politico e, di conseguenza, la loro esibizione in un campo di calcio non può essere oggetto di una sanzione in futuro. Il club ha optato per sollecitare questa riunione al fine di esporre personalmente e verbalmente alla Uefa la realtà sociale catalana e l’integrazione delle bandiere tanto nella vita quotidiana catalana come in quella del club”.
Se la dirigenza blaugrana considera miope un tale regolamento europeo ciò significherebbe dare voce ai nazionalisti più agguerriti, dare spazio ad esempio alle querelle slave che tengono banco da decenni sui campi da calcio. Accettare una richiesta simile vorrebbe dire creare un precedente al quale tutti possano appellarsi. Vedremo quale sarà la risposta dell’UEFA alla richiesta della società Campione d’Europa.