Barbarie in Africa: troppo forte, spogliata per dimostrare di essere donna

Denuncia shock di una giocatrice della Guinea Equatoriale

Genoveva Anonma è una calciatrice 25enne, autentica trascinatrice della Guinea Equatoriale, di cui ora è capitano, verso la vittoria della Coppa d’Africa nel 2o08, durante la quale fu capocannoniere e decise la finale contro il Sudafrica. Qualcuno, però, è rimasto indispettito dalla sua bravura, al punto da mettere in dubbio persino il suo sesso. La denuncia della ragazza è di quelle che farebbero rabbrividire chiunque. Davanti alla BBC, Genoveva racconta il trattamento ricevuto dalla Caf (la federazione continentale africana) durante la rassegna: “Mi è stato chiesto di togliermi i vestiti di fronte ai dirigenti. È stato umiliante, ma col tempo ho dovuto superarlo”.

Le stesse accuse sono state formulate da Nigeria, Sudafrica e Ghana durante l’edizione del 2010. “Che fosse maschio era evidente dal contatto fisico”, aveva dichiarato la giocatrice ghanese Ankomam. Secondo la guineana, invece, “è solo invidia. Io sono una donna“.

L’amore per il calcio ha costretto la Anonma a vivere un’infanzia difficile: “A 5 anni non ero accettata perché volevo giocare a calcio ed ero costretta a farlo con i maschi. Mio padre viveva in un’altra città con un’altra donna e mia madre non voleva che giocassi. Litigavamo spesso, finché un giorno lei non mi ha cacciato“.

Per sua fortuna, il calcio è riuscito a regalarle le agognate soddisfazioni e il meritato riscatto: adesso gioca in Germania, nel Turbine Potsdam e continuerà a trascinare la sua Guinea.