E’ un’icona inglese insieme a William Shakespeare ed Elisabetta II. Si chiama David Beckham di certo non è uno che ha bisogno di molte presentazioni. Ha giocato nel Manchester United, nel Rea Madrid e fatto una comparsata anche in Serie A nel Milan e da quando ha appeso le scarpette al chiodo l’attenzione è rimasta, costante, sulle sue linee di moda e campagne pubblicitarie.
In una bella intervista alla rivista ‘AnOther Man’, il 39enne apre il suo cuore: “Sono quello che sono. Non credo di essere migliore o diverso. Tratto le altre persone esattamente come io vorrei essere trattato. Sono sempre lo stesso, non sono cambiato.” Poi spaventa le sue fan: “Sto invecchiando, non sono sicuro che siano in tanti a volermi vedere in mutande ancora per molto. Fisicamente sono ancora a posto, ma tra poco la gente si chiederà, ancora lui? Non è ora di smettere?“.
Un pensiero lo rivolge anche alla sua carriera da calciatore, raccontando i momenti migliori e quelli peggiori vissuti sul campo da calcio: “Il momento più bello della mia carriera è senza dubbio essere diventato capitano dell’Inghilterra. Calcare Wembley e portare la mia Nazione in finale nella Coppa del Mondo è la cosa di cui vado più fiero. Non so se la gente è stufa di sentirmelo dire, ma il momento peggiore è stato quando ho preso il cartellino rosso nei Mondiali del ’98. Quel momento ha spezzato il cuore a me e alla mia famiglia.”









