Si fa un gran parlare, in questi giorni, di Robert Lewandowski. Come se il bomber polacco del Bayern Monaco avesse bisogno dei quattro goal segnati in dieci minuti durante una partita di Bundesliga o della tripletta messa dentro nell’ultimo turno di Champions League per dover essere considerato un centravanti coi fiocchi. Lewandowski ha sempre segnato con certosina puntualità e sulle sue doti in pochi hanno avuti dubbi. Dubbi che hanno comunque riguardato una peculiarità fisica che, da bambino, era evidente in Robert: l’enorme magrezza. Se infatti dal punto di vista del fiuto del goal su Lewandowski non si è mai avuto nulla da ridere, qualche perplessità derivava dalla sua gracilità fisica. A raccontarlo alla ‘Bild’ è stato Marek Krzywicki, ds del Varsavia negli anni in cui Lewandoski giocava da quelle parti: “Sotto porta non aveva rivali ed anche dal punto di vista della qualità delle giocate era nettamente superiore alla media. Era determinato, voleva diventare un grande campione ed anche il padre lo appoggiò molto in questo. L’unico problema era la sua magrezza, davvero eccessiva per un ragazzino di dodici anni“. Parole più o meno simili quella rilasciate da Krzysztof Sikorsk, suo primo allenatore al Varsavia, dove Robert approdò a nove anni: “Alleno i ragazzini dal 1973 e lui è il più forte in assoluto tra quelli con cui io abbia mai avuto a che fare. Ero convinto che sarebbe arrivato a giocare nel massimo campionato polacco, tuttavia avevo qualche dubbio sul fatto che potesse fare di più. Dubbi derivanti dal suo essere talmente esile che le gambe sembravano stecchini. Eppure Robert ha sempre detto che un giorno sarebbe arrivato in nazionale. Ha avuto ragione lui. Il suo segreto? E’ come se fosse il pallone a cercare lui e non viceversa, da sempre”.
Bomber Lewandowski e quel passato troppo ‘magro’
Lewandowski segna caterve di goal al Bayern Monaco eppure, da piccolo, qualcuno non credeva in lui: colpa dell'eccessiva esilità