Brasile – Le proteste in Brasile non accennano a placarsi. Ed il rischio che i disordini possano comportare delle conseguenze anche sugli incontri della Confederations Cup è più che concreto. La presidente Dilma Rousseff ha lanciato un appello ai manifestanti, affinché si ponga fine all’ondata di violenza. Appello che, purtroppo, non è servito a nulla. Ed i movimenti impegnati nella protesta hanno già annunciato azioni simili in ben 32 città del Paese e, tra queste, ci sono anche Brasilia e San Paolo. Le ragioni, però, sono diverse: se da un lato, infatti, i manifestanti sono scesi in piazza contro la Pec 37, una proposta di legge che tende a ridurre i poteri dei pubblici ministeri, dall’altro i movimenti contestano le ingenti somme di denaro utilizzate per l’organizzazione dei Mondiali 2014. Al momento, non sono in programma proteste a Salvador, dove l’ Italia affronterà quest’oggi i padroni di casa del Brasile. Contestazioni anche per quanto riguarda l’ omofobia ed, in particolar modo, contro un progetto di legge approvato dalla Commissione diritti umani della Camera che definisce l’omosessualita’ una malattia, prevedendo tra le altre cose un trattamento psichiatrico per i gay. A Rio, invece, i manifestanti sono andati oltre, organizzando un vero e proprio accampamento sotto l’abitazione del governatore Sergio Cabral, per protestare contro l’uso eccessivo della forza da parte della polizia nel reprimere le proteste dei giorni scorsi. Tutto questo, mentre l’intelligence militare starebbe già sorvegliando i ‘social network’ per evitare atti di vandalismo.
Brasile, proteste in almeno 32 città