Bocciate le famigerate TPO (Third party ownership) che stanno affliggendo il calcio mondiale e che hanno preso piede anche in Italia. Niente più cartellini di terze proprietà, almeno per il momento. Questo è quanto stabilito dal tribunale di Bruxelles a seguito del ricorso presentato da Doyen Sports Investiment insieme al club belga di seconda divisione Seraing Unite contro FIFA, UEFA e Federcalcio belga. L’obiettivo era quello di ottenere la sospensione del divieto, a livello mondiale, sulla proprietà di terze parti, probabilmente sulla scia (e sull’entusiasmo) della decisione che aveva sospeso il break even rule del Fair play finanziario.
La Doyen aveva comunicato insieme al suo ricorso, deposto nel mese di luglio, che “la messa al bando delle terze parti viola diverse libertà fondamentali e norme dell’Ue, come la concorrenza e la libera circolazione di capitali e lavoratori” ma la FIFA non si ha perso tempo e ha espresso la propria soddisfazione tramite un comunicato ufficiale nel quale si ribadiscono i punti cardine del divieto: “Le condizioni del divieto sono contenute nell’articolo 18ter del Regolamento sullo status e sul trasferimento dei calciatori (RSTP), che è stato approvato dal Comitato Esecutivo FIFA nel dicembre 2014?.
Nulla da fare per la Doyen e per tutte le società che con le terze parti hanno fatto la fortuna delle proprie casse societarie e dei propri conti dislocati nei più disparati paradisi fiscali. “Nella decisione presa venerdì 24 luglio 2015, il tribunale ha ritenuto che i ricorrenti non siano riusciti a dimostrare le loro accuse secondo cui dopo l’esame iniziale, il divieto avesse violato il diritto comunitario o fosse sproporzionato rispetto al raggiungimento dei legittimi obiettivi perseguiti con l’introduzione di questa nuova regolazione, come ad esempio la protezione dei giocatori e l’integrità del gioco”, si legge ancora nel comunicato FIFA. “La Fifa coglie l’occasione per ribadire la sua fiducia nella legittimità del divieto delle Tpo, che è indispensabile per preservare l’indipendenza dei club e giocatori e per garantire l’integrità delle gare”.