Andres Iniesta anche ieri ha fatto saltare sulla sedia gli appassionati di calcio, quelli veri. Quelli che non guardano il tabellino delle gare, quelli che non si curano di sottolineare chi ha segnato più goal, gli osservatori più attenti all’estro ed alla bellezza del calcio. Anche ieri Iniesta è riuscito ad essere splendido senza entrare nel tabellino dei marcatori, nonostante i 6 goal del suo Barcellona. 1,71 centimetri di talento puro, un fisico da barista e non da calciatore d’alto livello. Forse è anche questo che rende Iniesta super: facile essere devastanti dentro il corpo di Cristiano Ronaldo, provate a dominare il calcio mondiale per 12 anni dentro quello di ‘Don Andres’.

Sì avete letto bene, dominare. E’ questo che ha fatto Iniesta, assieme a compagni splendidi va detto, ma il suo palmares parla chiarissimo. 4 Champions League, 8 vittorie nella Liga, 4 coppe di Spagna, 4 supercoppe di Spagna, 3 volte campione del Mondo per club, eh vabbè ma con Messi… Senza Messi invece 1 coppa del Mondo nella quale è stato a dir poco decisivo, 2 Europei, in uno dei quali è stato votato miglior giocatore della competizione. Un uomo mai al di sopra delle righe, con un cervello strabordante, sempre elogiato per ciò che fa in campo, anche a 32 anni come ieri sera. Iniesta non si prende mai i titoli dei giornali, nè le copertine dei rotocalchi. Quelle le lascia a Messi e Neymar. Iniesta è per pochi. Iniesta è per coloro i quali anche dopo sei goal e la remuntada clamorosa ai danni del Psg, hanno avuto la lucidità ed un filo di voce per dire ancora: “mamma mia Iniesta…”.