Calcio e crimine: la FIFA entra nel museo della Mafia

Calcio e mafia: a Las Vegas dal 1 settembre partirà la mostra 'Gioco bello diventa brutto' con una sala dedicata alla FIFA

La Fifa al Museo della Mafia. E’ uno degli effetti prodotti dalle varie inchieste, in primis quella targata Fbi, sui dirigenti dell’ente calcistico mondiale. Certo non hanno migliorato l’immagine del mondo del pallone, anzi l’esatto contrario, così in attesa di facce nuove e riforme incisive, il Mob, che è appunto il Museo della Mafia a Las Vegas, inaugura una mostra dedicata ai misfatti commessi in nome del gioco più bello del mondo.

Il titolo della rassegna, il cui inizio è fissato per l’1 settembre è ‘The Beautiful Games Turns Ugly’, e in futuro potrebbe diventare, informa una nota del Museo stesso, “un nuovo display da aggiungere alla nostra collezione che sta crescendo”. Insomma una sezione permanente con tanto di apposita sala perché, come spiega nello stesso comunicato il direttore esecutivo del Museo Jonathan Ullman, “per i sempre più numerosi visitatori che arrivano da noi e provengono da Regno Unito, Messico, Brasile e Italia quello della Fifa e dei suoi scandali è un esempio di grande risonanza su quali forme possa prendere il crimine organizzato”.

‘Il bel gioco che diventa brutto’ sara’ a base di foto, riproduzioni di documenti scritti e supporti multimediali, tutti a sostegno della tesi che in seno alla Fifa c’era una spiccata tendenza alla corruzione, come stanno dimostrando arresti e inchieste. Una vera e propria ‘mafia’ quindi, al punto che Sepp Blatter rischia di ritrovarsi accanto ad Al Capone, Albert Anastasia e tanti altri nella galleria di storie e personaggi che fanno la storia di questa struttura, costata 42 milioni di dollari (i lavori sono durati un decennio) e inaugurata il 14 febbraio 2012. Giorno e mese scelti non a caso in quanto quelli, nel 1929, della Strage di San Valentino commissionata da Al Capone.

Il Museo, la cui sede è la palazzina che ospitò la commissione anticrimine del Senato Usa, per spiegare l’idea di inserire la Fifa fra le sue mura e sui suoi ‘display’ sottolinea che le voci sulla corruzione dell’ente giravano da anni. “Prima che venissero finalmente confermate dalla confessione di Chuck Blazer nel 2013 – spiegano da Las Vegas -, anno in cui ha ammesso di aver preso mazzette affinché i Mondiali 2010 venissero assegnati al Sudafrica, e ha accettato di portare un microfono nascosto per registrare certe conversazioni. Come risultato della sua collaborazione il Procuratore Generale Loretta Lynch ha messo sotto accusa 14 alti dirigenti per aver preso tangenti per più di 150 milioni di dollari nel corso di 25 anni”.

Poi viene ricordato che, in un libro su Blatter, la Fifa veniva definita anche nel titolo ‘Famiglia del Crimine Organizzato’. Ecco perché doveva entrare a far parte del museo: in fondo, accanto a reliquie come le sedie elettriche usate per le esecuzioni di boss celebri, armi di vario tipo e il muro originale del garage della strage di San Valentino, possono starci anche le facce di coloro che, fino a pochi mesi fa, assegnavano Mondiali e Palloni d’Oro e decidevano i destini dello sport piuùamato del pianeta. E che adesso si ritrovano in mezzo a piogge di dollari finti.