La Guinea Equatoriale si è offerta, dopo mille pressioni da parte della federazione africana, per ospitare la Coppa d’Africa 2015. Probabilmente però, il paese non era pronto a tale evento, e gli effetti di tale impreparazione si stanno notando in modo netto già dai primi giorni della competizione. La Gazzetta dello sport riporta stamane alcune dichiarazioni davvero degne di nota, che riguardano alcuni tecnici che stanno partecipando alla competizione.
“Volevo lavarmi le mani – ha detto alla Bbc Claude Le Roy, allenatore del Congo – e non c’era acqua! Io non chiedo un 5 stelle o chissà cosa, solo un hotel pulito. Quello che ci hanno offerto era già stato rifiutato dallo Zambia tre anni fa. Il sistema elettrico è terribile: i fili sono tutti esposti, e non ci sono stanze a sufficienza. La Guinea Equatoriale ha voluto la Coppa, che si assuma le proprie responsabilità”.
“Ragazzi, dobbiamo fare di tutto per qualificarci ai quarti perché a quel punto molte squadre andranno via e così magari ci daranno un hotel carino e le stanze di cui abbiamo bisogno”, ha concluso il tecnico.
Ma non è stato l’unico a lamentarsi, Paul Put, c.t. della Tunisia, ha infatti dichiarato ai media: “La Coppa doveva essere rimandata a giugno”. Addirittura 4 città che ospitano la competizione, si trovano a circa 200 chilometri dal primo aeroporto. Insomma, difficoltà logistiche ed organizzative evidenti stanno condizionando la competizione.