Dopo Mario Balotelli, anche l’ex fuoriclasse brasiliano, Romario, nonché deputato federale, si schiera al fianco di coloro i quali, in questi giorni, hanno avviato forme di protesta particolarmente accese in Brasile, per le spese sostenute in virtù della Confederations Cup e del Mondiale in programma il prossimo anno. “Quando nel 2007 il Brasile accettò di essere paese sede dei Mondiali – ha affermato Romario – era prevista una spesa che si aggirava intorno ai 23 milioni reales, circa 10.840 milioni di dollari. Adesso la spesa è salita, fino ad arrivare a 28 milioni di reales, che corrispondono a poco più di 13 milioni di dollari. Il deputato federale, poi, elenca tutta una serie di spese, tra le quali spicca la ricostruzione dello stadio Nazionale Manè Garrincha a Brasilia, il cui costo iniziale era di 745,3 milioni di reales, mentre oggi sono richiesti 1.200 milioni di reales. Denaro, questo che, secondo Romario, poteva servire per “costruire 150.000 case popolari”. Non solo: alcune delle opere costruite, al termine del torneo, “devono essere rimesse a posto” perchè, secondo il deputato, “non hanno funzionato bene”. Per non parlare, poi, del fatto che “bisognerà fare altre cose in vista dei Mondiali del 2014. Chi decide tutto ciò è il presidente del Brasile, che si chiama Fifa”. In conclusione, Romario fa riferimento anche a quanto speso nelle scorse edizioni del Mondiale, ovverosia in Sud Africa, Germania e Corea – Giappone, che rappresenta “un terzo rispetto a quanto speso in Brasile”.
Caos in Brasile, Romario appoggia le proteste