“Una scelta folle, audace e irresponsabile da parte di un’istituzione e del suo presidente Angel Maria Villar, che non conoscono la direzione che deve prendere il calcio professionistico ne’ quello dilettantistico”. Javier Tebas, presidente della Lfp, la Lega calcio spagnola, non usa giri di parole e attaccae la decisione annunciata ieri dalla Federcalcio di proclamare lo sciopero a tempo indeterminato dal 16 maggio come protesta contro il decreto del governo sulla ripartizione dei diritti televisivi. Uno sciopero che farebbe saltare le ultime due giornate di Liga e la finale di Coppa del Re e che “e’ una sfida alla Lega e risponde solo a un interesse personale”, aggiunge Tebas, annunciando un ricorso presso il Consiglio superiore dello Sport ritenendo che la Federazione non ha potere sui calendari.
Il presidente della Lfp prevede, in caso di sciopero, “danni terribili e ingenti. Anche in Cina hanno mostrato preoccupazione per le conseguenze che potrebbe avere per gli sponsor”. Dalla Lega l’invito al Governo “a mantenere e non cambiare nemmeno una virgola del decreto. Se sciopero deve essere, che lo sia, se vogliono sospendere i campionati vorra’ dire che andremo in vacanza piu’ tardi ma non ci sottometteremo al ricatto della Federazione”. Tebas attacca Villar (“si e’ dimostrato un cattivo presidente”) e difende il decreto “che beneficia il calcio dilettantistico. Chi lo mette in dubbio ha le bende sugli occhi”. La Rfef sostiene di avere l’appoggio anche di allenatori e giocatori ma a questi ultimi Tebas chiede di “non farsi ingannare dai dirigenti dei sindacati. L’unica cosa che vogliono e’ avere piu’ soldi per le proprie cose”. “La posizione dei club e’ totalmente contraria allo sciopero, non riusciamo proprio a comprenderlo”.