Euro 2024, Capello attacca Spalletti: “presuntuoso. Dimissioni? Ho il sospetto…”

Fabio Capello punta il dito contro Luciano Spalletti: dura analisi dopo l'eliminazione dell'Italia da Euro 2024

Mi sono vergognato, un po’ come quando da calciatore tornai dal Mondiale del 1974“. Dopo il botta e risposta ai microfoni di Sky, Fabio Capello torna a parlare della sconfitta dell’Italia contro la Svizzera a Euro 2024 e punta il dito contro Spalletti. Questa volta il teatro dello scontro sono le pagine de “La Gazzetta dello Sport”.

Differenze fra allenatore e CT

Don Fabio, che da CT ha allenato l’Inghilterra prima (dal 2007 al 2012) e Russia poi (dal 2012 al 2015) sa di cosa parla quando gli viene chiesto di analizzare le differenze fra Nazionale e club: “sono due mestieri diversi. Non a caso non si dovrebbe parlare di allenatore, ma di selezionatore. Il CT deve innanzitutto scegliere i giocatori sulla base di quello che vede nei campionati. Può avere una sua idea di calcio, ma deve anche ragionare su come i diversi elementi sono impiegati nella propria squadra e, a volte, adattarsi. Il motivo è semplice: non hai tempo per lavorare nella quotidianità. In un club tutti hanno chiaro in testa cosa fare e solamente in situazioni di emergenza ti capita di chiedere a un giocatore di cambiare“.

Confusione o presunzione?

In merito ai tanti cambi di moduli e calciatori che potrebbero aver generato confusione, Capello ha le idee ben chiare: “per quello che si è visto in campo, credo che la confusione l’abbia generata soprattutto nei calciatori. Nel ruolo di play hanno giocato Jorginho e poi Fagioli, ma nessuno dei due è il Lobotka del Napoli di Luciano. Hanno caratteristiche diverse: contro la Svizzera Xhaka faceva quel che voleva, Fagioli non andava nemmeno a prenderlo. Io, però, per Spalletti userei un’altra parola. Presunzione.

Ho avuto la sensazione che già contro la Spagna il CT non abbia pensato da selezionatore, ma da allenatore di club. In sostanza, ha mandato in campo una squadra dicendosi ‘noi siamo noi, loro sono loro, vediamo chi è meglio’, scegliendo la difesa a quattro contro i più forti esterni d’attacco di tutto l’Europeo. E l’abbiamo visto chi era meglio…“.

Le scuse di Spalletti

Spalletti nel dopogara ha lamentato la mancanza di condizione degli azzurri. “È un discorso che non accetto. – tuona Capello – Quello che non ho visto nell’Italia, piuttosto, è il gruppo. Il primo compito di un CT è proprio quello di creare lo spirito, che è fondamentale quando serve fare il metro in più per aiutare il compagno. Sono pochissimi gli azzurri che hanno fatto quella rincorsa in più, quello scatto deciso. Ecco, questa è la cosa che mi ha veramente intristito“.

Colpa di Spalletti o dei calciatori?

Bella domanda… È chiaro che Spalletti abbia grosse responsabilità. Poi, però, i calciatori devono avvertire il peso della maglia. Io un’Italia così non l’avevo mai vista. E mi faccia aggiungere un’altra cosa che non mi è piaciuta: si è spettacolarizzato tutto troppo. Parole, allenamenti, iniziative… Si è visto un po’ di tutto. Ecco, io sono più per la cultura del lavoro a fari spenti e del low profile“, ha aggiunto Capello.

Spalletti non si dimette

Non posso giudicare la sua scelta, però sul futuro non sono ottimista. Ho il sospetto che Luciano sia un ottimo allenatore, ma al contempo debba molto migliorare come selezionatore. Così torniamo al discorso di partenza: sono due mestieri diversi“, conclude Capello.