Che fine ha fatto Dhorasoo? Dal siparietto con Kaladze ai film al poker

Torna in auge la rubrica "Che fine ha fatto". Oggi parliamo dell'ex giocatore di Milan, Livorno e Paris Saint-Germain Vikash Dhorasoo

Tante sono state le meteore passate per la Serie A. Uno di questi è sicuramente Vikash Dhorasoo, destinato a rimanere negli annali, ma non certo per il calcio. L’ex centrocampista di Milan, Livorno e Psg ha avuto una carriera non certo esaltante dal punto di vista tecnico, eppure è riuscito a vestire maglie prestigiose. Ma prima di scoprire che fine ha fatto Dhorasoo, ripercorriamo brevemente la sua carriera.

Vikash Dhorasoo nasce in Normandia, ma ha origini indo-mauriziane. Sin da giovane mostra la sua ideologia di sinistra. Ha iniziato a giocare a calcio nel Le Havre, dove si mette in mostra come il miglior centrocampista della Ligue 1. Passa al Lione, la parentesi più fortunata della sua vita calcistica. Vince due Scudetti e due Supercoppe di Francia. Arriva in Italia, al Milan. Trova poco spazio e non lascia un gran ricordo. Ciò che si porta via dall’esperienza a Milanello è l’amicizia con Kaladze. Curioso un aneddoto raccontato da Dhorasoo a tal proposito: “Kaladze abitava vicino a me, mi portava a Milanello, durante il tragitto non mi ha mai rivolto la parola. Un giorno ricevetti un colpo in allenamento da Gattuso, Kaladze andò da lui e gli disse: “Se lo ritocchi, f*** tua madre”. Non mi aveva mai parlato ma in quell’occasione mi ha protetto”.

Un personaggio controverso. Per uno di sinistra giocare nel Milan non è certo una passeggiata. Con il Psg ebbe più fortuna, tant’é che venne convocato al Mondiale del 2006. Un anno da svincolato e poi il Livorno. In Toscana capì che la sua carriera era finita.

Vikash Dhorasoo ha fatto il regista. Girò un docu-film, dall’interno dello spogliatoio della Nazionale francese, intitolato “The substitute”. Nella pellicola tutta la frustrazione di un comprimario. Piccole parti in film di nicchia e qualche altro documentario, senza successo. Ha provato ad acquistare il suo primo club, il Le Havre, ma anche qui ha fallito. E’ da tempo impegnato con associazioni ed iniziative contro l’emarginazione sociale e per il riscatto dei quartieri poveri. Si è impegnato a più riprese contro l’omofobia e il razzismo. Dal 2005 è patrocinatore della squadra Paris Foot Gay.

Una delle sue grandi passioni è il poker. Già a Milano partecipava a diversi tornei online. Tante le partite con Landreau, Givet e Sagnol, compagni in Nazionale. Ha partecipato a tornei benefici con l’ex ct francese Domenech. Finito col calcio ha anche aperto una società di poker online, la Winamax. Si dice sia un ottimo giocatore, ci fidiamo.