Luther Blissett. Un nome che i tifosi del Milan vorrebbero dimenticare. Eppure ha sbagliato così tanti gol che è rimasto nella storia rossonera, a suo modo. Nato a Falmouth, in Inghilterra nel 1958, iniziò (incredibile ma vero!) a segnare a raffica con la maglia del Watford. Diventa addirittura capocannoniere dell’allora First Division (oggi Premier League). E’ uno dei primi calciatore di colore ad indossare la maglia della Nazionale inglese. Nel 1982 segna una tripletta al Lussemburgo. Peccato che quelle tre reti restino le prime e uniche.
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Nel 1983 arriva al Milan, voluto dall’allora presidente Giuseppe Farina. E subito Blissett se ne esce con una sparata: “Platini ha segnato 18 gol, io ne infilerò di più. Diventerò l’idolo dei giovani”. Lo diventerà, ma in negativo. Sono più i gol sbagliati che quelli segnati, solo 5. Il giornalista Gianni Brera lo soprannominò “Callonisset” in onore di Egidio Calloni, altro attaccante rossonero che sbagliava parecchi gol. Blissett tornerà in Inghilterra nel 1984 e chiuderà mestamente la carriera con pochissimi squilli.
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Appese le scarpe al chiodo ha allenato, anche lì senza fortuna. Una sua grande passione sono le auto. Nel 2007 ha dato vita al Team48 Motorsport con l’obiettivo di qualificarsi alla 24 Ore di Le Mans con la sua Alfa 156 costruita personalmente. Il suo nome si è anche legato ad un collettivo di performer, artisti e attivisti che lo usarono come pseudonimo per denunciare il sistema dei mass-media. Blissett divenne ancor più celebre con il romanzo Q del 1999.
