L’inizio di stagione del Chelsea di Antonio Conte non era stato così disastroso come qualcuno lasciava intendere. Qualcosa che non funzionava, però, c’era. Evidente, al punto che lo stesso allenatore, ad un certo momento della stagione, ha deciso di optare per un cambio di modulo: dall’iniziale 4-2-3-1, Conte ha virato sul 3-4-3. Mai scelta fu più felice visto che, da allora, il Chelsea ha inanellato ben cinque vittorie consecutive in Premier League, con 16 goal segnati e neppure una rete subita: difesa bunker, attacco atomico. Era il 24 settembre quando i ‘blues’, dopo aver perso la settimana precedente contro il Liverpool, issavano bandiera bianca anche nel derby londinese contro l’Arsenal: 3-0 all’Emirates Stadium e voci di esonero per Conte, ovviamente prive di fondamento. Da lì in poi, sotto i colpi di Hazard e compagni sono crollate Hull City, Leicester, Manchester United, Southampton ed Everton. A colpire, in particolare, il 4-0 rifilato a Mourinho ed il successo, roboante, ottenuto ieri contro i ‘toffees’, liquidati con un secco 5-0. A farne le spese, in termini di formazione, è stato soprattutto Ivanovic, finito in panchina. La rivoluzione tattica è partita dalla difesa a tre: davanti all’inamovibile Courtois, David Luiz in mezzo, alla Bonucci, ed ai suoi lati Cahill ed Azpilicueta, subito adattatosi al nuovo ruolo. Sulle corse laterali Victor Moses e Marco Alonso, ieri peraltro in goal. A centrocampo, Kantè e Matic a lavorare di spada e fioretto. In avanti, Pedro a destra, il devastante Hazard a sinistra e il rivitalizzato Diego Costa come implacabile terminale offensivo. Volendo trovare due calciatori simbolo della rinascita del Chelsea targata Conte, è bene citare proprio Moses e Diego Costa. Il nigeriano, acquistato da Abramovich nell’estate del 2012, da allora aveva passato più tempo in prestito che altrove: Liverpool, Stoke City e West Ham, oltre a qualche presenza ed alcuni goal. Con Conte è diventato imprescindibile, padrone incontrastato della fascia destra, dove difende ed attacca con uguale efficacia. E che dire del centravanti? In estate era sul punto di tornare all’Atletico Madrid, dopo una stagione vissuta sotto tono, al punto da averlo calcisticamente depresso. Oggi è tornato l’animale d’area di rigore di un paio di anni fa, alla cui sola vista le difese avversarie tremano. Ma si potrebbe parlare anche di Hazard, tornato a brillare come una stella cometa, oppure di Pedro, il cui acquisto sta finalmente trovando un senso compiuto. Chiaro, è presto per dire se il Chelsea riuscirà a proseguire su questa strada, considerata anche la spietata concorrenza. Di certo, però, c’è che, ancora una volta, Antonio Conte si conferma allenatore straordinario, sia dal punto di vista tattico che da quello motivazionale. Già, perché dietro la rinascita di alcuni giocatori c’è una componente psicologica che non va affatto sottovalutata. Insomma, standing ovation per lui.
Chelsea, la svolta di Conte nel nome della tattica: Moses e Diego Costa simbolo della rinascita