“Chi sale e chi scende”: il meglio e il peggio della settimana sportiva

Il meglio e il peggio della settimana sportiva, partendo dal Leicester dei sogni di Ranieri al crollo verticale del Milan nelle ultime uscite

Prosegue la nuova rubrica di CalcioWeb a cadenza settimanale. Si tratta di un’analisi sul meglio ed il peggio della settimana sportiva, “Chi sale e chi scende” insomma. Ecco dunque l’analisi sulla scorsa settimana, partendo dalla crisi di gioco e di risultati di Fiorentina e Milan, sino allo splendido momento del Leicester in Premier League.

“Chi sale e chi scende”: il meglio e il peggio della settimana sportiva

SU – Incredibile. Anzi, incredibile! Mancano soltanto otto partite alla fine della Premier League e tutte le parole possibili ed immaginabili riguardo il Leicester di Claudio Ranieri sono finite. Il dizionario della lingua italiana non contiene parole che siano in grado di far capire con esattezza la grandiosità della stagione dei foxes. Dopo la vittoria del Tottenham sul campo dell’Aston Villa – con doppietta di Kane –, il Leicester rischiava di incappare nell’ “insidia Newcastle”. I bianconeri hanno appena accolto sulla loro panchina Rafa Benitez, tecnico capace di lasciare il Napoli per andare al Real Madrid (per competere – diceva – per la vittoria della Champions League) e poi, dopo meno di un anno, trovarsi in Inghilterra a battagliare per mantenere un posto in Premier League. No problem! Il Leicester non sento pressioni. Al King Power Stadium si respira la stessa aria del mondo dei sogni e così viene fatto un altro piccolo passo verso il miracolo grazie ad una rovesciata di Okazaki. Un po’ di margine c’è, ma non troppo. Non è questo il momento di mollare. Go, foxes!

LaPresse - Spada
LaPresse – Spada

GIÙ – Dalle stalle alle stelle per poi tornare alle stalle. È questo il semplice riassunto della stagione del Milan. Basterebbe un rigo per aver già detto tutto. Qual è il vero Milan? Tra i tifosi rossoneri era tornata la speranza di vedere un grande finale di stagione, soprattutto dopo la vittoria schiacciante nel derby. Poi, dopo la finale di Coppa Italia conquistata, un punto in due partite, contro Sassuolo e Chievo. Sono tornati gli incubi. Un’altra stagione a passare i martedì e i mercoledì seduti sul divano di casa ad ascoltare in tv la musichetta della Champions League. Non è ciò che il presidente Berlusconi si augurava per festeggiare la sua trentesima stagione alla guida dei rossoneri. La realtà parla di giocatori non all’altezza di una casacca gloriosa come quella rossonera e di un allenatore che non ha saputo mai entrare davvero in sintonia col suo gruppo. Una campagna acquisti scellerata con spese folli per portare a Milanello giocatori non più che medi fa capire quanto la rifondazione milanista debba partire, ancor prima del campo, dagli uffici. Un’unica chance per non buttare completamente a mare questa stagione: alzare al cielo la Coppa Italia.

GIÙ – Dopo la batosta di Roma è arrivato un altro stop per la Fiorentina di Paulo Sousa. Stavolta è un pareggio a fermare i viola ma contro un avversario molto alla portata. Il Verona di Del Neri e degli ex Toni e Pazzini non è una squadra irresistibile, eppure è riuscito a tornarsene a casa con un punticino che serve poco ai gialloblu per continuare a sperare nella salvezza e molto alle rivali della Fiorentina in zona europea che guadagnano tutte punti importanti. Sono addirittura cinque i punti che separano i viola dal terzo posto. Il 4 marzo, prima del fischio d’inizio, all’Olimpico di Roma in campo c’erano due squadre a pari punti. Dopo novanta minuti era apparso chiaro che la Roma avesse una marcia in più, ma nessuno poteva immaginare una resa della Fiorentina in casa contro il Verona. Cinque punti da recuperare in nove partite non sono pochi ma nemmeno tantissimi. Il miracolo Champions si può ancora fare. Però dipenderà anche da quanto correranno veloci i cavalli che sono davanti.

SU – Ci sono tre squadre che stanno volando. Juventus, Napoli e Roma hanno qualcosa in comune: sono tutte partite male. Il Napoli è stata la prima a risvegliarsi, alla quarta giornata di campionato. Poi la Juventus, grazie ad un gol in extremis nel derby dell’andata. Infine la Roma, per merito del ritorno dello zar Spalletti ma anche della partenza di monsieur Garcia. Se la Roma avesse cambiato un po’ prima forse sarebbe stata più in alto, di stando adesso solo otto punti dalla Juventus e cinque dal Napoli. Il “quadro Champions” del Campionato sembra essersi delineato, occorre soltanto sapere, oramai, chi occuperà le varie posizioni. Con la Juventus ancora in corsa in Champions League (con l’augurio che continui ancora per molto) abbiamo una certezza: vedendo giocare queste tre squadre il prossimo anno – ribaltoni a parte – in Champions il calcio italiano non sarà una semplice comparsa. Non è solo una speranza, ma anche un auspicio.

Donato D’Aiuto