Cicero Joao de Cezare, conosciuto da tutti come Cicinho, si è raccontato in un’intervista al quotidiano “Estado de Sao Paulo”, confessando i problemi di alcolismo avuti sino ai 30 anni: “Ho iniziato a bere tra i 13 e i 14 anni. Mi hanno detto che la birra era buona e ho cominciato. Non mi sono più fermato fino ai 30 anni. La birra era la bevanda più economica, ne bevevo circa dieci al giorno perché non avevo soldi, ma poi, quando il calcio mi ha dato il benessere, ho iniziato a bere di tutto”. Non solo alcol, però. Anche il fumo è entrato prepotentemente nella vita dell’ex terzino di Roma e San Paolo: “Certo. Ho fumato per undici anni, dal 1999 al 2010. Fumavo solo quando bevevo, ma poiché bevevo sempre…”.
Proprio durante l’esperienza in Italia, con la maglia dei giallorossi, iniziò il declino: “Alla Roma iniziai a perdere il piacere di giocare. Sono sempre stato un innamorato del pallone, ma quando Dio fa un regalo e non sappiamo come gestirlo, è perché c’è qualcosa che non va. Non avevo più piacere ad entrare in campo, allenarmi e concentrarmi”. A salvarlo fu l’amore, quello per la moglie Marry De Andrade. Da allora Cicinho non beve e non fuma, anzi è in prima linea nella lotta contro questi due vizi. Parla ai giovani e prova a distoglierli da queste tentazioni.