A Zurigo, il Comitato Etico della Fifa ha sospeso Sepp Blatter e Michel Platini per otto anni, colpevoli di corruzione. “C’era chi mi aveva detto di smettere dopo il Brasile e io avrei dovuto ascoltarlo. Non smisi perché mi venne chiesto di rimanere come presidente. La decisione migliore era lasciare allora. Non voglio parlare dei miei successori, ma io voglio essere presente al congresso per l’elezione visto che al momento non posso neanche avvicinarmi alla sede della Fifa. Credo che sia sbagliato applicare a me certe sanzioni come per esempio non poter entrare negli stadi per vedere una partita di calcio. Lo si può fare con i dirigenti o gli allentori dei club, ma non con il presidente della Fifa” sono le parole di Blatter in conferenza stampa a Zurigo.
Il presidente uscente della Fifa ha dichiarato:“Diciamo che sono davvero dispiaciuto, perché sono trattato da punching ball e sono triste e dispiaciuto per la FIFA ma soprattutto mi spiace per l’aspetto umano di questa situazione. Ho organizzato, ho chiesto di organizzare questa conferenza stampa per diversi motivi, ma soprattutto quando ho saputo che ci sarebbe stata una decisione del Comitato Etico della FIFA. Pensavamo di aver convinto il Tribunale di questa situazione, di come è stata creata. Platini nel 1998 mi disse che avrebbe voluto lavorare per la FIFA, io dissi che sarebbe stato meraviglioso”.
Blatter ha aggiunto: “Dopo i Mondiali del 2010 e 2014 avevamo l’idea che nel 2018 la Coppa del Mondo si sarebbe dovuta disputare in un Paese europeo che non aveva mai ospitato la rassegna iridata. E anche un Paese arabo ha il diritto di ospitare il Mondiale. Se nel 2022 avessimo scelto gli Stati Uniti come sede magari tutto questo non sarebbe successo. Perciò sì, mi sento tradito dalla FIFA. Se mi sento tradito dalla FIFA? Beh, sì. Per la prima volta il calcio è stato un obiettivo politico e para-politico, fino all’attentato a Parigi. La mia famiglia è stata danneggiata, hanno problemi con gli amici, vengono trattati male anche fuori di qui”.
Le risposte alle accuse: “Come potevo dare 2 milioni per comprare i voti? Voti di chi? Dall’Europa? Li ho sempre avuti. Le banche svizzere sono tenute a notificare alle autorità, dopo i vari controlli finanziari, se sentono che un pagamento è alto rispetto al dovuto a una persona. Michel Platini ha avuto sul suo conto personale 2 milioni di franchi svizzere ed ecco che hanno dato questa informazione alle autorità. E solo più tardi queste ultime hanno ritenuto la cosa anomala”.