Convocati Mondiali, poche sorprese, tanti a casa per infortunio

Per qualcuno potrebbe essere il Mondiale della consacrazione (Neymar, Pogba, Hazard, Pjanic, Balotelli, Diego Costa), per la stragrande maggioranza semplicemente la ‘prima volta’ (16 esordienti solo nell’Italia di Prandelli, addirittura 22 su 23 per la Russia di Fabio Capello), per 5 veterani (i 36enni Drogba, Van Buyten, Buffon, Karagounis, Yepes) l’ennesimo sigillo. Per qualcun altro semplicemente il Mondiale dei rimpianti, vuoi perché non c’è mai arrivato (Ibrahimovic su tutti), vuoi per scelta tecnica (Tevez, Kakà, Gomez, Nasri, Rossi, Terry, Callejon), vuoi per semplice sfortuna (Falcao, Strootman, Benteke, Montolivo, tra gli altri). Come da regolamento, allo scadere della mezzanotte del 2 giugno tutte e 32 le nazionali che parteciperanno al Mondiale brasiliano hanno consegnato alla Fifa le liste definitive dei 23: un esercito di 736 calciatori che arriva dai quattro angoli del pianeta e che dal 12 giugno darà vita al più atteso evento sportivo di sempre, i Mondiali di calcio. Dopo il listone dei 30 preconvocati stilato a metà maggio – anche se qualche nazionale, vedi il Brasile, ha optato subito per i 23 definitivi – stavolta la scrematura finale non ha regalato grandi sorprese, a meno che non si voglia considerare l’argentino Banega (tagliato dal ct Sabella) un giocatore di prima fascia. Se il ct Cesare Prandelli ha deciso di rinunciare a Giuseppe Rossi, il suo collega colombiano Pekerman ha sperato fino all’ultimo di poter contare invece su Radamel Falcao, anche se alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca. Tira invece un sospiro di sollievo il francese Deschamps che avrà tra le sue fila Franck Ribery, mentre il ct campione del mondo uscente Del Bosque ha preferito rischiare: dentro il claudicante Diego Costa, a casa l’affidabile Fernando Llorente (insieme a Borja Valero che a differenza del suo connazionale non era stato nemmeno inserito nei preconvocati). Non è andata meglio al suo compagno di squadra nella Juve, Carlitos Tevez, mai preso in considerazione dal ct argentino, nonostante una stagione da incorniciare. In molti per la verità s’erano già messi il cuore in pace (è il caso del belga Nainggolan, del francese Nasri), anche se qualcuno, Giuseppe Rossi in primis, sperava di riuscire a convincere i rispettivi ct e strappare un pass per il Brasile. Per Leo Messi e Cristiano Ronaldo, che in vita loro hanno già vinto tutto (scudetti, Champions e Palloni d’Oro), più che la consacrazione il Mondiale – che entrambi non hanno mai nemmeno sfiorato – rappresenta il pass per la Storia, un po’ come accaduto in passato a un certo Pelè e un certo Diego Armando Maradona.