Coppa del Mondo 2030: guida completa al Mondiale del Centenario

Dalle sedi tra Europa, Africa e Sud America al format a 48 squadre, passando per l’ipotesi di un'espansione a 64 Nazionali, le qualificazioni e il percorso verso il torneo che celebrerà i 100 anni della Coppa del Mondo

Con la vittoria della Spagna sull’Argentina, si è concluso il Mondiale 2026, l’edizione che ha inaugurato ufficialmente l’era delle 48 Nazionali. Ora la FIFA, mentre attraversa una fase di importanti cambiamenti ai vertici e nel dibattito sul futuro delle competizioni internazionali, guarda già al prossimo grande appuntamento. L’edizione del 2030, infatti, non sarà soltanto la venticinquesima Coppa del Mondo della storia, ma celebrerà il centenario del torneo nato nel 1930 in Uruguay con una formula senza precedenti. Per la prima volta la competizione sarà organizzata da tre Paesi appartenenti a due Continenti, Spagna, Portogallo e Marocco, con tre partite inaugurali in Sud America per rendere omaggio alle origini del Mondiale. Una manifestazione che promette di essere la più globale di sempre e che, ancora prima del calcio giocato, sta già facendo discutere per le sue implicazioni sportive, logistiche e politiche. Per la prima volta nella storia del torneo, inoltre, dopo la vittoria dello scorso 19 luglio, la Spagna sarà il primo Paese detentore del titolo mondiale a ospitare la Coppa del Mondo successiva. Mentre prosegue l’entusiasmo per questo Mondiale 2026, guardiamo allora alla prossima edizione: dalle sedi e dagli stadi alla formula del torneo, passando per le qualificazioni, i possibili protagonisti, le polemiche sul format e l’ipotesi, ancora aperta, di un’ulteriore espansione a 64 squadre.

Mondiali 2030: dove e quando si giocheranno

Come annunciato durante il congresso straordinario FIFA tenutosi l’11 dicembre del 2024, l’organizzazione dei Mondiali 2030 è assegnata congiuntamente a Spagna, Portogallo e Marocco. Si tratterà di un’edizione speciale, tra le più articolate mai organizzate. Per celebrare il centenario della prima Coppa del Mondo disputata dal 13 al 30 luglio 1930 in Uruguay, quando a competere c’erano “solo” 13 Nazionali, infatti, Argentina, Uruguay e Paraguay ospiteranno le tre partite inaugurali. La scelta rappresenta un compromesso tra il valore simbolico del Centenario e la volontà della FIFA di organizzare un torneo in grado di coinvolgere più mercati possibili. Un punto di incontro tra le tre confederazioni coinvolte, CAF, CONMEBOL e UEFA. Dopo le tre gare inaugurali in Sud America, tutte le restanti partite si disputeranno tra Europa e Africa. Sarà così il primo Mondiale della storia disputato ufficialmente in tre continenti e in 6 Paesi differenti

Vista la complessità organizzativa, la FIFA ha già delineato un calendario parziale del torneo.

Sabato 8 – Domenica 9 giugno 2030 Cerimonia del Centenario e prime partite delle Nazionali dei Paesi ospitanti Uruguay, Argentina e Paraguay
Lunedì 10 – Mercoledì 12 giugno 2030 Giorni di riposo e trasferimento intercontinentale per le 6 Nazionali coinvolte nei match sudamericani
Giovedì 13 – Venerdì 14 giugno 2030 Cerimonia di apertura ufficiale e partite inaugurali Marocco, Portogallo e Spagna
Sabato 15 – Domenica 16 giugno 2030 Prime partite delle altre squadre inserite nei gironi di Uruguay, Argentina e Paraguay Marocco, Portogallo e Spagna
Venerdì 21 – Sabato 22 giugno 2030 Seconda giornata dei gironi per tutte le squadre delle tre Nazionali sudamericane Marocco, Portogallo e Spagna
Domenica 21 luglio 2030 Finale della Coppa del Mondo FIFA 2030 Marocco, Portogallo e Spagna

In totale il torneo durerà 44 giorni, più dei 39 del Mondiali 2026. Nei prossimi anni la FIFA definirà il calendario completo della manifestazione, dalle qualificazioni fino al sorteggio della fase finale. Ecco invece quali sono le città e gli stadi che ospiteranno le partite del torneo:

  • Uruguay
    • Montevideo — Stadio del Centenario (in onore del Paese ospite e vincitore del 1930)
  • Argentina
    • Buenos Aires — Estadio Monumental (in onore della seconda classificata del 1930)
  • Paraguay
    • Asunción — Stadio Osvaldo Domínguez Dibb (in onore della sede della CONMEBOL, la prima e unica confederazione esistente all’epoca dell’edizione del 1930)
  • Spagna
    • Madrid — Stadio Santiago Bernabéu e Stadio Cívitas Metropolitano
    • Barcellona — Spotify Camp Nou e Stage Front Stadium
    • Siviglia — Stadio de la Cartuja
    • Bilbao — Stadio San Mamés
    • San Sebastián — Stadio Reale Arena / Anoeta
    • Valencia — Nuovo Mestalla
    • La Coruña — Stadio Abanca-Riazor
    • Malaga — Stadio La Rosaleda
    • Las Palmas — Stadio di Gran Canaria
  • Portogallo
    • Lisbona — Stadio da Luz e Stadio José Alvalade
    • Porto — Stadio do Dragão
  • Marocco
    • Casablanca — Stadio Hassan II (in costruzione, progettato per essere il più grande del mondo)
    • Rabat — Stadio Principe Moulay Abdellah
    • Tangeri — Stadio Ibn Batouta
    • Marrakech — Stadio di Marrakech
    • Agadir — Stadio Adrar
    • Fes — Stadio di Fes

Come funzionerà il Mondiale 2030

Salvo modifiche future, il torneo manterrà il format inaugurato nel 2026. Le 48 Nazionali partecipanti saranno divise in 12 gironi da quattro squadre. Le prime due classificate di ciascun gruppo e le 8 migliori terze accederanno alla fase a eliminazione diretta, che inizierà dai sedicesimi di finale. Il calendario comprenderà complessivamente 104 partite, nuovo record assoluto nella storia della Coppa del Mondo. Il sistema inaugurato nel 2026 ha ampliato la rappresentanza delle 6 confederazioni FIFA mantenendo invariata la struttura dell’eliminazione diretta con l’aggiunta di un turno eliminatorio, una formula che dovrebbe essere confermata anche per il 2030.

Ecco i numeri principali del format:

  • 12 gironi da quattro squadre ciascuno
  • 72 partite totali nella sola fase a gironi
  • 32 squadre qualificate alla fase a eliminazione diretta
  • 8 partite totali per le quattro Nazionali che arriveranno alle semifinali

Mondiali 2030: il torneo potrebbe allargarsi a 64 squadre?

Nonostante il nuovo format a 48 squadre debba ancora disputare la sua seconda edizione, negli ultimi mesi è emersa anche l’ipotesi di un’ulteriore espansione. L’idea di un allargamento a 64 Nazionali sarebbe arrivata lo scorso anno dalla Federcalcio uruguaiana e negli ultimi tempi la proposta è stata rilanciata con forza dal presidente della CONMEBOL, Alejandro Domínguez. Da ultimo, il numero uno della FIFA Gianni Infantino ha fatto sapere di essere intenzionato a valutarla ufficialmente. In un’intervista a Bluewin qualche giorno prima della finale ha infatti dichiarato: “sicuramente è una questione che verrà esaminata e discussa nei comitati competenti […]. Ogni nazione dovrebbe poter sognare di partecipare alla Coppa del Mondo. La qualità delle squadre è estremamente elevata e sta aumentando sempre di più in tutto il mondo. Se non si dà ai Paesi più piccoli la possibilità di partecipare, mancherà loro l’incentivo a continuare a migliorare”. L’obiettivo, dunque, sarebbe quello di coinvolgere ancora più federazioni e trasformare l’edizione 2030 in una celebrazione globale della storia della Coppa del MondoUn format a 64 squadre potrebbe essere così delineato:

  • 16 gironi da quattro squadre ciascuno (anziché i 12 gironi previsti dal format a 48);
  • passaggio del turno riservato esclusivamente alle prime due classificate di ogni gruppo;
  • eliminazione immediata del ripescaggio delle “migliori terze”;
  • 128 partite totali complessive nel torneo rispetto alle 104 del format a 48;
  • 8 partite totali massime per la squadra che arriva in finale, mantenendo invariato lo sforzo massimo per i singoli atleti rispetto al format a 48.

Tra i principali vantaggi indicati dai sostenitori della riforma figurano: una fase a gironi “pulita” e matematicamente lineare; la possibile partecipazione di Nazionali tradizionalmente escluse dal torneo; infine, un aumento degli introiti commerciali derivanti da biglietteria, diritti televisivi e sponsorship. D’altro canto, l’ipotesi non è gradita a tutto il calcio internazionale. Alcune grandi confederazioni come UEFA e CONCACAF si oppongono all’idea sollevando interrogativi sulla sostenibilità del calendario, sull’equilibrio tecnico della competizione e sull’impatto organizzativo di un torneo già estremamente complesso. Inoltre emerge qualche perplessità sulle proporzioni di partecipazione tra le confederazioni

Confederazione (Continente) Format 32 Squadre Format 48 Squadre Format 64 Squadre (Ipotesi) 
UEFA (Europa) 13 16 20-24
CAF (Africa) 5 9 11-12
AFC (Asia) 4.5 (4 + 1 spareggio) 8 10-11
CONMEBOL (Sud America) 4.5 (4 + 1 spareggio) 6 9-10 (quasi l’intero Continente)
CONCACAF (Nord/Centro America) 3.5 (3 + 1 spareggio) 6 8
OFC (Oceania) 0.5 (solo spareggio) 1 1-2
Spareggi Intercontinentali Varie combinazioni 2 Assorbiti o rimodulati

Se nel format a 32 squadre il predominio europeo (con 13 squadre, oltre il 40%) era evidente, il format a 48 squadre ha giovato soprattutto ad Africa (+80% di posti) e Asia (+100% di posti) mentre l’Oceania ha ottenuto un posto garantito. Il format a 64 squadre porterebbe tutte o quasi le Nazionali sudamericane a partecipare al torneo, mentre l’Europa potrebbe qualificare fino a 24 Nazionali. Inoltre, con 64 squadre, circa il 30% delle 211 federazioni FIFA parteciperebbe al torneo. In questo modo il Mondiale si trasformerebbe in una rassegna globale aperta anche alle medie-piccole realtà calcistiche, svalutando, secondo alcuni, il peso della qualificazione. Al momento, in ogni caso, la FIFA non ha ancora assunto una decisione definitiva e il format ufficiale resta quello a 48 squadre.

Mondiali 2030: le Nazionali già qualificate e come funzionano le qualificazioni

Se il futuro del format è ancora incerto, sono già note alcune delle Nazionali qualificate di diritto all’edizione del 2030. In qualità di Paesi ospitanti, infatti, Spagna, Portogallo, Marocco, Uruguay, Argentina e Paraguay accederanno automaticamente alla fase finale della competizione. I restanti 42 posti saranno assegnati tramite le tradizionali qualificazioni continentali, che prenderanno il via nei prossimi mesi con modalità analoghe a quelle già utilizzate per il Mondiale 2026Eccezion fatta per i Paesi ospitanti, che accedono di diritto, ogni Nazionale si può qualificare al Mondiale tramite i tornei organizzati dalla propria confederazione continentale di appartenenza, tutti basati su standard stabiliti dalla FIFA sebbene con alcune differenze. Ecco come funzionano i diversi tornei:

  • la UEFA divide le squadre in gironi all’italiana tramite sorteggio. Le prime classificate di ogni girone ottengono il pass diretto per i Mondiali mentre le seconde classificate (o le migliori non qualificate) si affrontano in un secondo turno di play-off (spareggi) a eliminazione diretta;
  • la CONMEBOL organizza un girone unico da 10 squadre con partite di andata e ritorno. Le prime 6 classificate si qualificano direttamente, la settima va agli spareggi intercontinentali;
  • i tornei di CAF e AFC prevedono più turni preliminari in cui le squadre con il ranking più basso si affrontano in turni a eliminazione diretta, finché non si arriva a una fase a gironi finale con le big del Continente;
  • la CONCACAF utilizza un sistema a gironi progressivi che culmina in un girone finale (detto “esagonale” o “ottagonale”) da cui escono le qualificate;
  • infine, nel torneo della OFC le squadre si affrontano in gironi e poi in una finale la cui vincente ottiene, nel format a 48 squadre, il posto diretto al Mondiale.

Dal Mondiale 2030 al 2034: il futuro della Coppa del Mondo passa dall’Arabia Saudita

Tra tante certezze e altrettanto incognite, l’edizione del centenario della Coppa del Mondo 2030 prende forma. Nel frattempo si comincia a delineare anche l’edizione del 2034. Dopo il torneo multicontinentale che vedremo tra quattro anni, l’edizione successiva si terrà in un unico Paese, l’Arabia Saudita, come confermato dalla FIFA nel dicembre del 2024. Il piano presentato dall’Arabia Saudita prevede 15 stadi ufficiali distribuiti in cinque città principali:

  • Riad (Riyadh) con 8 stadi previsti tra cui il King Salman International Stadium designato per ospitare la finalissima
  • Gedda (Jeddah) con quattro stadi, tra cui il celebre King Abdullah Sports City Stadium
  • Al Khobar
  • Abha, la cui altitudine verrà sfruttata per le temperature più miti
  • Neom in cui si progetta la costruzione di uno stadio sospeso a 350 metri dal suolo all’interno del modulo architettonico “The Line”.

Resta invece da definire un primo calendario, incertezza su cui giocano un ruolo chiave le condizioni meteorologiche della Penisola araba. L’organizzazione estiva, in un Paese in cui le temperature tra giugno e luglio possono superare i 40 °C, fa sorgere numerose preoccupazioni per la salute di atleti e tifosi nonostante la promessa di stadi interamente climatizzati a impatto zero. Ripetere lo schema di Qatar 2022, con un Mondiale invernale tra novembre e dicembre, porterebbe alla sovrapposizione dell’evento con il mese sacro del Ramadan che nel 2034 cadrà proprio tra metà novembre e metà dicembre, senza considerare l’impatto sui calendari dei campionati nazionali. Si valuta, infine, l’opzione gennaio 2034: il torneo anticiperebbe le Olimpiadi Invernali in programma nello Utah, Stati Uniti d’America, dal 10 al 26 febbraio 2034. 

Mondiali 2030: il Centenario tra tradizione e futuro

Il Mondiale 2030 si preannuncia come una delle edizioni più simboliche della storia della Coppa del Mondo. Da un lato celebrerà il centenario del torneo nato nel 1930 in Uruguay, dall’altro rappresenterà un nuovo banco di prova per la FIFA, chiamata a gestire una competizione distribuita tra 6 Paesi e tre continenti e, forse, con un numero ancora maggiore di partecipanti. Nei prossimi anni saranno le qualificazioni, le decisioni sul format e l’organizzazione logistica a definire il volto definitivo del torneo, mentre il calcio mondiale si prepara a entrare in una nuova fase della propria evoluzione.