Coronavirus, Grifo racconta come riparte la Bundesliga: “Tampone ogni tre giorni e al campo già cambiati”

Vincenzo Grifo, calciatore italiano tornato ad allenarsi col Friburgo, ha parlato del protocollo per la ripresa della Bundesliga

Intervistato da ‘La Gazzetta dello Sport’, Vincenzo Grifo ha spiegato nei dettagli la procedura degli allenamenti ai tempi del Coronavirus. Il campionato tedesco, la Bundesliga, è pronto a ripartire e Grifo sarà protagonista con la maglia del Friburgo: “Il lunedì in video conferenza da casa con l’allenatore ci viene spiegato il programma, arrivano anche delle istruzioni scritte su come prepararsi. Veniamo divisi in gruppi, quattro giocatori e un portiere. Nei primi tempi per blocchi di ruolo, adesso anche misti, un elemento per ruolo. Faccio stretching a casa, riscaldamento con la cyclette che ho messo sul terrazzo, poi vado al campo già cambiato. Un gruppo ogni due ore: alle 9, alle 11 e così via. Sedute di un’ora o 90 minuti, alternando corsa, tecnica, tiri in porta, uno-due, punizioni. Quando finisco, veloce cambio di maglia ma senza usare lo spogliatoio in comune, torno a casa, a volte anche in bicicletta. Ancora stretching o palestra, per poco, 10-15 minuti. Poi doccia ed è finita”.

Sui controlli, invece, precisa: “Se ci misurano la temperatura? No, perché ogni tre giorni ci fanno il tampone“.

Inevitabile che qualcosa manchi: “Non si fa tattica, niente partitelle, non si possono avere contatti. Io sono già felice per essere tornato in campo, però vorresti sempre di più: prima la partita, poi la partita con il pubblico perché se segni vorresti condividere la gioia. Ma ci mancano anche i momenti insieme con tutta la squadra”.

Poi un pensiero alla Nazionale italiana: “Se posso rientrare nelle convocazioni? Guardi, io sono già felice per esserci entrato, nel gruppo azzurro. Devo ringraziare il CT, la squadra, Evani che mi aveva portato già nell’Under 20: quando sono stato convocato da Mancini quasi sono messo a piangere, sognavo questo fin da piccolo, quando i nonni mi compravano la maglia azzurra al mercato in Italia e avevo solo cinque anni. Dormivo con quella maglia. In Nazionale mi sono sempre sentito in famiglia, già dopo poche ore. Non so come finirà l’anno prossimo, per me è importante fare bene qui, con assist e goal. Poi decide il CT, ma io darò tutto per essere nel gruppo”.