Li chiamano talenti, fenomeni in erba, hanno la ‘stoffa’ e l’estro per far innamorare di sé, anche se capita che il più delle volte si rivelano delle scommesse perdute. E’ il gioco (costoso) di ogni estate, o meglio del calciomercato: andare a pizzicare il fuoriclasse in erba, opzionarlo per poi decidere di prenderlo quando diventa maggiorenne o quando si ha la possibilità di tesseralo. La Juventus ha monetizzato l’operazione Tevez così: ha dato il via libera al ritorno al Boca del 31enne argentino senza contropartite economiche ma ottenendo in cambio l’opzione per Rodrigo Betancur, uruguaiano classe ’97, uno dei gioielli dei gialloblù e probabilmente uno dei sudamericani dal talento più fulgido in prospettiva, e portando a Torino Guido Vadalà attaccante anche lui classe 1997. Con le giovanili ha segnato valanghe di gol tanto che Carlos Bianchi lo convocò nel ritiro prestagionale a soli 16 anni.
Fa scuola, come abitudine, il Real Madrid che ha prima prenotato e poi acquistato il norvegese Odegaard (classe ’98) quando aveva appena 16 anni e già esordito in nazionale. Il Liverpool ha fatto anche di più: ha preso il connazionale Edvard Sandvig Tagseth, 14enne che gioca nelle giovanili del Neset, e lo porterà in Inghilterra appena avrà compito 16 anni. Non tutti ovviamente avranno la fortuna di Gianni Di Marzio che nel lontano ’78 andò a vedere il 18enne Diego Armando Maradona, innamorandosene all’istante, anche se poi non se ne fece nulla. Il ds Walter Sabatini è un altro che ha il ‘bernoccolo’ dei giovani talenti e la sua storia professionale è piena di ‘colpi’: gli ultimi in ordine di tempo si chiamano Erik Lamela e Marquinhos: il primo è stato prelevato dal River a 19 anni per un bel po’ di soldini (17 milioni) ma rivenduto a più di 30 dopo soli due anni; il secondo ha fruttato ancora di più: costato 4,5 milioni, è stato venduto a 32. Ma il ds giallorosso non si è fermato lì: ha già preso il gioiellino australiano Da Silva dal Perth, con cui gioca tra i professionisti da quando aveva 15 anni, Ezequiel Ponce (classe ’97, il ‘nuovo’ Batistuta) che arriverà a Roma a fine anno e adesso anche Gerson, l’ultimo talento brasiliano del Fluminense dal piede sinistro vellutato per il quale la Roma pagherà ben 17 milioni dopo aver battuto l’agguerrita concorrenza di Juventus e Barcellona.
Un altro suo giovane compagno di squadra, l’attaccante Kenedy, è finito invece a Stamford Bridge per 10 milioni e anche Marlon – il nuovo Thiago Silva – è pronto a scatenare una ricca asta. Ma non ci sono solo i brasiliani a infuocare le scommesse del talent scout di mezzo mondo: è il caso del 18enne belga Tielemans dell’Anderlecht, degli inglesi Solanke e Loftus-Cheek, punte cresciute nelle giovanili del Chelsea e coccolatissime da Josè Mourinho, del francesino Augustin del Psg per il quale la proprietà è pronta a scommettere, del messicano Aguirre che al Mondiale Under 20 ha rubato la scena pur avendo due anni in meno di qualsiasi altro giocatore in campo. Già pronto è invece Neves del Porto, club fucina di campioncini, prima scoperti, poi svezzati e quindi venduti a peso d’oro. Il Genoa ci proverà con il francese Ntcham classe 1996 esploso nelle giovanili del Manchester City che si è riservato il diritto di ‘recompra’ da Preziosi. Chi invece non teme le scommesse è la Lazio che ha investito forte (10 milioni) su due giocatori già rodati: Milinkovic-Savic, 20enne serbo neo campione del mondo Under20 e su Ricardo Kishna, scuola Ajax, classe 1995. Il Palermo cercherà di dimenticare Dybala (pagato 12 mln da Zamparini ad appena 19 anni) con Matheus Cassini (’96). Tra gli spagnoli tutti sono pronti a scommettere su Marin, difensore del Villarreal, classe 1997, mentre non poteva mancare il campioncino della cantera del Barcellona: Arellano, che ha già fatto qualche capatina in 1/a squadra.