La pandemia non ha aiutato ad allontanare l’odio, si verificano ancora brutti episodi anche legati al mondo del calcio. E’ andato in scena un incontro, si è parlato principalmente di razzismo e xenofobia nello sport. Tra i partecipanti anche Kameni, ex portiere camerunese.
Ecco quanto dichiarato, sull’argomento molto delicato. “L’ho sofferto nella mia carne. Pochi giorni fa ho vissuto qualcosa di molto forte. Mio figlio ha undici anni e, a scuola, lo chiamavano nero come un bastardo. È un argomento molto delicato e va fatto più spesso perché le persone ne prendano coscienza e, soprattutto, per aiutare i bambini perché sono la base e, se vogliamo cambiare il mondo, sono alla base di questo cambiamento”.