Alino Diamanti, emigrato a Guangzhou, in Cina, ha parlato nel corso di una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport della sua nuova esperienza alla corte di Marcello Lippi: “Ho fatto solo un’amichevole, la squadra è molto forte, corre tanto e ha un’idea di calcio propositiva, molto tattica e tecnica, grazie al mister. Anche i compagni sono positivi, seri professionisti, una bella scoperta. Ho sempre il numero 23, mi dicono pure che qui porta fortuna..La prima partita è in casa con il Melbourne, poi andiamo in Giappone. La paura dell’aereo è passata, ma sto meglio a terra. Lippi? E’ come se lo conoscessi da sempre. Mi hanno parlato tanto di lui De Rossi e Pirlo, sapevo della sua mentalità vincente. Mi sono trovato subito bene. Sono venuto qui per giocare con continuità, Prandelli mi conosce e sa cosa posso dargli. Al Mondiale ci credo. Ci siamo sentiti prima di partire e farò di tutto per prendere anche l’aereo per il Brasile. Qui solo per i soldi? Inseguo le esperienze più che altri. Di certo tutti avrebbero accettato”.
Capitolo Bologna: “Ce la farà lo stesso a salvarsi, ha giocatori forti che lavorano con passione. Ho un ricordo bellissimo, Bologna mi ha dato tanto e ho cercato di ripagare. Ho avuto tanti attestati di stima, e qualche sassolino nella scarpa m’è rimasto, ma avremo tempo per parlarne, e comunque non riguardano la città”. Il calciatore ha poi aggiunto sulle presunti voci di mercato che l’avrebbero visto vicino dal vestire la maglia bianconero: “E’ stata la società che ci ha provato di più, ma ce ne sono state altre. Ero e resto legato a Bologna, ho sempre detto che avrei preso in considerazione proposte dall’estero e così è stato. Tempi e modi della cessione non li ho stabiliti io. Mi sono sempre allenato e ho giocato con impegno e serietà, con professionalità, lo possono dimostrare i miei compagni”.