Forse il 2006 gli brucia ancora. Non c’è altra spiegazione. Domenech. Raymond Domenech. Non è un omonimo, è proprio lui. Anche perché su Twitter la foto è sua e c’è anche il visto blu. Quello dei “famosi”. Peccato che a lui sia rimasto solo questo. Cosa? Aggiungere insignificanti dettagli su Twitter ad un breve commento su Atalanta-PSG. Se proprio avesse voluto, avrebbe potuto limitarsi a complimentarsi con i francesi per la vittoria in extremis ieri sera in Champions. E invece no.
“Bravo al PSG per questa grande emozione e grazie a Gasparini (scritto proprio così, ndr) per i suoi cambiamenti a fine partita. A dimostrazione che la leggenda degli allenatori italiani grandi tattici resta una leggenda. Tuchel ha avuto più successo”. Così ha sentenziato, Domenech. Spiegazioni? Ben poche. L’unica cosa che Tuchel dovrebbe ringraziare sono i milioni che il suo presidente ha speso per qualche grande campione. Perché se ieri sera il PSG ha vinto è stato solo e soltanto per via dell’ingresso di calciatori (in particolar modo uno) più forti di coloro che hanno lasciato il campo. La differenza è tutta lì. Altro che tattica. E se l’era presa con la tattica anche la settimana prima, complimentandosi con Garcia e il Lione per aver eliminato la Juve: “Bravo a Rudi Garcia che con il Lione ha dimostrato che gli allenatori francesi sono bravi tatticamente quanto gli italiani. È sempre bene sottolinearlo, non si sa mai, ci si dimentica così velocemente in questo lavoro”, recitava il suo tweet. Una sorta di odio e antipatia verso gli italiani. Ma noi abbiamo la spiegazione e non è poi così difficile arrivarci. Confermiamo: il 2006 gli brucia ancora…
Bravo au PSG pour cette belle émotion et merci à Gasparini pour ses changements de fin de match. Comme quoi la légende des entraîneurs italiens grand tacticien sur ce match reste une légende. Tuchel a eu plus de réussite .
— Raymond Domenech (@RaymondDomenech) August 12, 2020
