Drenthe e le folli notti a Madrid: “Casa di Robinho era una discoteca. Due ragazze ci chiesero duemila euro”

Royston Drenthe ha vissuto alti e bassi in carriera. Molte ombre riconducibili ad una condotta non proprio irreprensibile, come raccontato in un'intervista

Una carriera che sembrava promettente e declinata rapidamente quella di Royston Drenthe. Acquistato giovanissimo dal Real Madrid ha avuto alti e bassi in Spagna. Poi più ombre che luci. E’ arrivato nelle serie minori turche e oggi gioca nella terza divisione olandese con la maglia dei Kozakken Boys. Il calciatore olandese si è raccontato a ‘Marca’ e le sue confessioni spiegano molto di come la sua condotta fuori dal campo abbia condizionato la carriera: “Mi volevano 16 squadre. Parlai con Laporta, presidente del Barcellona, ma anche con Mijatovic, direttore sportivo del Real Madrid. Quasi tutti mi offrivano le stesse cose, ma quando ho sentito che mi voleva il Real, ho deciso subito. I problemi sono cominciati con Mourinho. Il giorno della chiusura del mercato mi chiama e mi dice che me ne devo andare. Avevo meno di 24 ore per scegliere una squadra! La dirigenza decise che doveva giocare Marcelo, non c’erano motivi per cacciarmi. Valdano probabilmente riponeva più speranze in Marcelo. Il Real è il miglior club della storia e io ci ho giocato, questo non me lo toglierà nessuno. Ci sono campionissimi che hanno sognato di giocarci e non ci sono riusciti”.

Ma dell’esperienza a Madrid Drenthe ricorda soprattutto le folli notti: “Madrid è una bella città, con buoni ristoranti, dove si fa festa e le ragazze sono belle. E tu sei giovane e un giocatore del Real, sono molte le tentazioni che ti vengono. Con Robinho mi trovavo bene. A volte andavo a casa sua, aveva trasformato la sua cantina in una discoteca. Una volta ero con un amico al casinò e ci si sono avvicinate due ragazze molto belle. Ce ne siamo andati in hotel tutti e quattro e ci siamo divertiti. Il problema è arrivato alla fine, quando ci hanno chiesto mille euro ciascuno. Non avevo idea che dovessimo pagarle!”.

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