E’ opinione comune che l’Italia non sia un paese per giovani: troppe pretese, poca pazienza e poco lavoro in prospettiva. La storia di Edoardo Ceria, giovane talento classe 1995 che sta incantando l‘Olanda con le sue giocate.
L’ex esterno di Atalanta e Juventus ha già segnato 3 reti in 4 partite con la maglia del Den Bosch, rivelandosi un grandissimo talento.
I colleghi di Goal.com lo hanno intervistato:
Edoardo. Ti saresti mai immaginato un inizio di questo tipo?
“Sto vivendo davvero un momento magico qui in Olanda. Ho trovato una grande squadra e un ottimo gruppo. Abbiamo voglia di vincere e lavoriamo intensamente in allenamento per migliorarci costantemente. La rosa è molto unita, ci sono ragazzi davvero meravigliosi che mi hanno fatto sentire a casa fin dal primo giorno, aiutandomi sia dentro che fuori dal campo”.
Come ti trovi, calcisticamente parlando, in Olanda?
“Credo che le mie caratteristiche di gioco, e le mie qualità tecniche, sposino perfettamente il calcio olandese. Si trovano molti spazi, non c’è il tatticismo esasperato a cui siamo abituati in Italia, molte volte mi ritrovo a puntare il mio avversario senza che vengano effettuati raddoppi di marcatura. Qui il 90% delle squadre applica il 4-3-3, gli allenatori lavorano molto sulla tecnica e sul pressing a tutto campo, nel Belpaese invece l’attenzione principale viene posta sulla fase difensiva. Anche la preparazione è differente, in Olanda si lavora fin da subito con la palla e i tecnici amano suddividere, per reparto, le sessioni tecniche. Poi, però, c’è anche la componente fisica: il livello dell’Eerste Divisie è molto alto”.
Perché hai scelto di trasferirti al Den Bosch?
“Ho scelto di fare quest’esperienza perché mi sembrava una grande occasione da cogliere al volo. Qui i giovani vengono valorizzati, le strutture sono davvero belle, appena ho saputo di quest’opportunità, l’ho sfruttata prontamente. E, a distanza di qualche settimana, posso dire di aver fatto la scelta giusta”.
Se citiamo la Juventus…
“Ho vissuto sette anni di Juventus. Non posso che ringraziare la società per tutto quello che mi ha dato e mi ha permesso di apprendere. Ho imparato molto sia in campo sia fuori e, soprattutto, a Torino ho coltivato le giuste basi per poter entrare a far parte, lavorando intensamente ogni giorno, del calcio vero”.
Intanto, però, dalle nostri parti sui giovani si continua a puntare poco
“Vero. In Italia c’è poca fiducia verso i giovani. E quindi, il più delle volte, si preferisce puntare sull’esperienza di un calciatore già affermato. In Olanda il concetto è diametralmente opposto, i talenti vengono visti come delle risorse e vengono messi nelle migliori condizioni”.
Il giocatore che più ti ha colpito del panorama olandese?
“Memphis Depay del PSV. Ha 20 anni, è uno dei giovani più talentuosi dell’intero calcio europeo. Ha grandi qualità tecniche, davvero un ottimo giocatore”.
Aspettative immediate e future
“Per il momento penso solo all’attualità. Voglio continuare a fare bene con il Den Bosch, mi alleno duramente per non abbassare mai la guardia, solamente attraverso una grande cultura del lavoro si possono ottenere risultati prestigiosi. Poi, però, ritengo sia anche giusto coltivare ambizioni importanti. E in questo caso non mi spiacerebbe approdare nella massima serie olandese. O magari ritornare alla base per vestire quei due colori che ho sempre amato: il bianco e il nero”.