Elezioni Fifa, Zico promette: “Con me ci sarà più democrazia”

L'ex trequartista brasiliano ha le idee ben chiare sul suo programma e solidarizza con Platini: "E' un mio grande amico"

Goal.com ha intervistato in esclusiva Zico, grande ex calciatore brasiliano e candidato alla presidenza della Fifa, per sostituire Joseph Blatter. Il carioca ha proprio parlato della situazione dello stesso Blatter e di Platini, mostrando solidarietà: “Mi dispiace che due uomini come loro, due grandi figure del mondo del calcio, siano coinvolti in situazioni del genere. Se loro sono innocenti, è un male per l’immagine dell’associazione. Platini è un mio amico personale e sarei molto triste se le accuse nei suoi confronti fossero dimostrate.
Se anche io ho voluto le dimissioni di Blatter?
 Sì, avrebbe dovuto dimettersi già molto tempo fa. In questo modo avrebbe evitato tutte queste situazioni per le quali, poco tempo dopo essere stato eletto, ha annunciato che si sarebbe dimesso. Dopo esser stato rieletto, avrebbe dovuto rinunciare alla carica presidenziale, invece non l’ha fatto. Deve capire che se avesse fatto prima un passo indietro avrebbe potuto evitare tutto quello che gli è successo”.
Su cosa sia cambiato negli ultimi mesi dell’ex presidente Fifa, Zico ha le idee chiare: Quando si sono svolte le ultime elezioni, le cose per lui sono andate bene, come sempre. Ma quelli che si occupano di calcio già sapevano quello che sarebbe successo di lì a poco. Soprattutto i giornalisti, che hanno scritto libri e realizzato reportage sui problemi nella FIFA al tempo della Coppa del Mondo in Brasile, sullo scandalo dei biglietti, e tutti sapevano già quello che sarebbe accaduto. E soprattutto dopo che la FIFA assegnò le due edizioni successive dei Mondiali a Russia e Qatar, e gli Stati Uniti sono stati esclusi, questa sensazione si è ulteriormente rafforzata. Personalmente non ho nulla contro la Russia, ha una sua storia calcistica e ha sempre partecipato alla Coppa del Mondo. Ma il Qatar? Che cosa ha fatto per il calcio il Qatar? Zero! E ora, per la prima volta nella storia, dovranno essere apportate delle modifiche nel calendario calcistico a causa dei Mondiali in Qatar. Si tratta di una situazione vergognosa per tutto il mondo del calcio”.

Sulla sua candidatura poi, svela un interessante aneddoto: In realtà non ho mai desiderato diventare presidente della FIFA. Ma quando mi trovavo in Germania per la finale di Champions League, l’emittente televisiva per cui stavo lavorando, mi chiese se avessi sostenuto Luis Figo nella corsa alla presidenza e io risposi di sì sicuro. Poi sono andato a cena con mia moglie, e ho pensato: ‘Se posso sostenere Figo, perché, vista la mia storia calcistica, non posso candidarmi direttamente io alla presidenza? Perché non candidarmi?’. Con tutti questi scandali che sono successi, credo che il calcio abbia bisogno di una riforma. Abbiamo bisogno di una riforma. Io sono estraneo a tutti questi sistemi e scandali, non faccio parte di nessun comitato, sono un operaio del calcio, ed è per questo che sono qui”.

Sulle novità da portare e sul programma elettorale poi, Zico si affida alla demagogia: La democrazia. La FIFA è come una scatola nera. Una scatola nera dovrebbe avercela un aereo, non la FIFA. Tutti nel mondo del calcio dovrebbero essere coinvolti nel processo decisionale, e quando dico ‘mondo del calcio’ intendo non solo i giocatori, ma anche gli allenatori, i giornalisti, i preparatori e i tifosi, tutte quelle persone coinvolte a vario titolo nel mondo del calcio dovrebbero essere coinvolti nel processo decisionale. Coloro che supportano o finanziano il calcio, come i soci dei club, che pagano per i biglietti in Sud America e in altre parti del Mondo, sono quelli che danno credibilità al calcio e che al momento sono tenuti fuori dalle decisioni. Io come socio mi sento escluso, completamente estromesso dalle decisioni”.

La candidatura dell’ex calciatore sarà appoggiata dalla Federazione brasiliana, nonostante le accuse di corruzione e il rischio di conflitto d’interessi: “Sì, potrebbe esserci il rischio di conflitto d’interessi, ma almeno hanno inviato la quinta lettera, ho bisogno di 5 lettere. Mi vedo come un brasiliano e guardo al mio Paese indipendente dei nomi di Presidente e Vicepresidente. Sono ancora un brasiliano. Ho giocato per dieci anni nel Brasile ed era mio dovere di andare a parlare ai miei fratelli calcistici in Brasile”

Finale sugli sponsor, che negli ultimi tempi stanno abbandonando la Fifa: Gli sponsor non abbandonano la FIFA, in questo momento stanno pagando un prezzo più alto di tutti. Non vogliono che i loro marchi possano essere in alcun modo collegati ai casi di corruzione, e hanno ragione a volerlo. Ma quando si insedierà la nuova amministrazione, sono sicuro che torneranno e che ci aiuteranno, come hanno sempre fatto”.